Agenda 2030: e tu cosa puoi fare? – laGuardia

di Giacomo D’Alessandro

pubblicato sul numero 2/2018 del mensile laGuardia

 

Note sparse per centrare l’obiettivo…

 

*1. Rimetti in circolazione tutto ciò che usi? Siamo abituati a definire la povertà come mancanza di potere d’acquisto. Ma oggi tanti beni di prima necessità si possono trovare grazie a strumenti di baratto, scambio, regalo, compravendita dell’usato. Per questo è importante non accumulare nelle proprie case beni inutilizzati, ma rimettere in circolazione tutto ciò che non ci serve e potrebbe servire ad altri. Per esempio utilizzando le pagine Facebook “Te lo regalo se te lo vieni a prendere” relative al proprio territorio. Così sarà più semplice per chi non ha denaro sufficiente procurarsi beni di uso comune e beni specifici.

 

*2. Sostieni gli agricoltori etici della tua zona. Cosa c’entra con la lotta alla fame? Molti paesi in via di sviluppo non riescono ad autoprodursi il cibo necessario perché grandi estensioni di terra sono dedicate a monoculture da esportare in occidente. Anche il fenomeno del land grabbing (paesi ricchi che comprano terra nei paesi poveri) è dovuto a questo export sproporzionato. Nel mentre, tantissima nostra campagna giace incolta e abbandonata. Se imparassimo a comprare prodotti del territorio, aumenterebbe chi trova convenienza nel riprendere a coltivare la nostra terra, diminuirebbe l’importazione e quindi le monoculture, aumenterebbe la nostra qualità dell’alimentazione e in generale aumenterebbe la quantità potenziale di cibo prodotto nel mondo. Ma perché agricoltori “etici”? Perché anche se a km zero, un’agricoltura non sostenibile alla lunga compromette la produttività dell’ambiente.

 

* 4. Leggi e ti informi sulle sfide attuali? Anche se non hai nulla a che fare con il sistema scolastico, è fondamentale il tuo impegno per una auto-formazione costante. Troppe nozioni la scuola non riesce a dare sul funzionamento della società contemporanea. Di fronte alle sfide complesse e al bombardamento mediatico cui tutti siamo sottoposti, c’è  un forte bisogno di studio e di aggiornamento. Alcuni esempi. Usiamo tecnologie di cui spesso non conosciamo i meccanismi e le implicazioni. Ci facciamo idee sballate (per esempio sui fenomeni migratori) perché riceviamo informazioni superficiali. Siamo governati da un sistema economico finanziario di cui nessuno ci spiega chiaramente il funzionamento, cause e conseguenze.

*6. Bevi acqua di rubinetto (filtrata) invece delle bottiglie. Perché filtrata? Visto il livello di controllo e qualità dei nostri acquedotti, non sarebbe sempre necessario. Il problema sono i singoli tubi dei condomini e delle case, che a seconda possono essere molto vecchi. L’obiezione che fanno molte persone all’acqua di rubinetto è sulla qualità incerta o sul retrogusto di tubi. Il filtro risolve tutto questo a monte.

 

*8. Cerchi sempre di ridurre i tuoi consumi e bisogni? L’unica crescita possibile per una umanità sostenibile è una “decrescita felice”, che comprende la riduzione dei consumi superflui o inquinanti e dei bisogni indotti che costituiscono il nostro stile di vita. Conosci tutti i principi e le pratiche contemplate dal movimento per la decrescita felice? Non intendiamo una rinuncia al benessere, ma il raggiungimento di un benessere più vero, diffuso e sostanziale, come sottolinea spesso Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium.

 

*12. Compri un prodotto nuovo solo se non puoi riparare quello vecchio o trovarlo usato? Cerca su Internet e tra gli amici, scoprirai tanti luoghi, reti di associazioni e progetti nella tua zona che permettono di riparare (invece che buttare) praticamente qualsiasi cosa, o di comprare/recuperare prodotti usati di buona qualità, risparmiando sul prezzo ed evitando produzione industriale superflua. Smettiamo di pensare che sia una pratica da “poveri”, è la consueta produzione smisurata di rifiuti e di prodotti nuovi che è aberrante e criminosa verso l’umanità.

 

*14. Compri solo il tonno pescato correttamente? La gran parte delle aziende commerciano tonno in scatola pescato con metodi distruttivi per il mare, che stanno compromettendo interi ecosistemi e svuotando gli oceani per sempre. Cerca su Internet le classifiche ufficiali delle marche più oneste, e decidi cosa comprare!

 

*16. Tieni il tuo conto in una banca che non commercia armi? Molte delle maggiori banche ospitano le transazioni del commercio di armi, che l’Italia produce in enorme quantità e vende a paesi africani e mediorientali. Ci sono banche che scelgono di rinunciare a questo commercio. Scoprilo su banchearmate.it

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