Categoria: comunicazione

Elezioni Comunali Genova

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#ComunaliGenova
[fuori e oltre i politicismi]

Il candidato sindaco più in gamba? Simone Leoncini.
La visione di città più innovativa? I giovani di Rete a Sinistra.
La maggiore occasione mancata? Non fare le primarie.
Gli strateghi peggiori di sempre? I dirigenti del PD locale.
L’ultima speranza?
Che tutti i fautori del gran casino (prevedibile, cercato, voluto) ormai combinato usino i mesi restanti per far tesoro delle migliori forze in campo. Per raccogliere le idee più concrete e aperte di cambiamento radicale della città. Per coinvolgere le persone giuste al posto giusto.

P.S. Premio Autodistruzione Gratuita al Movimento 5 Stelle locale. Non forse a livello elettorale. Sicuramente a livello credibilità.

Estremisti inconsapevoli

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Su Il Foglio tal Matteo Matzuzzi scrive un articolo dal titolo:

Il capo dei gesuiti relativizza Gesù: “Non sappiamo quello che ha detto veramente”

E mentre Francesco va a trovare gli anglicani per continuare a superare le vecchie arroganti rigidità della Chiesa, articoli come questo ci confermano quanti se dicenti cattolici ad oggi non abbiano la minima idea di come si legga il Vangelo.

E si scandalizzino a sentire delle ovvietà, normalissimi concetti che derivano da studi aggiornati e contemporanei.

Gente inquietante, gli estremisti inconsapevoli.

Dimmi cosa comunichi e ti dirò chi sei (La Guardia)

pubblicato su La Guardia n.11/2016

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“Benedite e non maledite” suona l’esortazione biblica. Anche papa Francesco in diverse occasioni ha ringraziato giornalisti e comunicatori di raccontare fedelmente e far emergere il positivo dell’umanità. Ben sapendo che non è sempre così, anzi: mai come oggi la parola comunicazione viene associata alla manipolazione, al marketing senza scrupoli, alla vuota retorica politica, ai toni accesi senza ritegno, al bombardamento mediatico-pubblicitario costante che ci incalza senza tregua. Siamo nell’era dell’informazione e della comunicazione, come si suol dire, e spesso non ne possiamo più: troppe notizie, troppi stimoli, troppe “bufale”, troppe energie da perdere in mondi virtuali, o in dibattiti contorti quanto irrilevanti. Il nuovo mantra dell’epoca dei social network e degli smartphone sembra essere “devi comunicare, se vuoi esistere” e “devi avere un’opinione su qualsiasi fatto, se vuoi contare qualcosa”. Ma è possibile un uso positivo degli strumenti di comunicazione? O dobbiamo rassegnarci alla diffidenza, all’ingiuria, allo scandalo perpetuo? Passiamo brevemente in rassegna alcune esperienze emblematiche che vanno in controtendenza, tra le molte che potremmo citare.

Giornalismo. L’Associazione Carta di Roma (nata nel 2011) ha l’obiettivo di raccontare correttamente il mondo dell’immigrazione, e offre a tutti gli operatori dell’informazione strumenti deontologici e dati verificati, per combattere i linguaggi scorretti e denigratori, le notizie inesatte e gli allarmi infondati. Pubblica un rapporto annuale e monitora le uscite sui media smentendo le false notizie. C’è un altro strumento reso possibile dal web e molto utile per destreggiarsi nel caos mediatico: il fact-checking, letteralmente “verificare il fatto”, ovvero elencare le singole dichiarazioni pubbliche di uomini politici, mettendo in evidenza quali sono cose vere, quali sono mezze-verità, quali sono “balle” (con motivazione e fonte del dato). Un sistema (ne è un esempio il sito Pagella Politica) per sintetizzare la propensione a dire la verità di questo o quel leader, evitando di formarsi un’opinione solo per empatia o per l’abilità retorica del personaggio.

Campagne di comunicazione. Si chiama “Milioni di passi” ed è una campagna multimediale promossa da Medici Senza Frontiere per raccontare il viaggio dei profughi dai paesi in guerra, in particolare dal Medio Oriente e dalla Siria. Immagine di copertina? Un collage di infiniti paia di scarpe, sdrucite, infangate, consunte, da grandi e da bambini. Attraverso brevi video interviste e fotografie suggestive, mappe e infografiche, MSF rende l’idea del viaggio epocale che sono costrette ad affrontare migliaia di famiglie, dando volti, storie e umanità a quelli che sui media sono spesso solo numeri e problemi. Ci sono poi campagne come quella di Greenpeace “Save the Artic” contro le trivellazioni nell’Artico, costruite raccogliendo le foto di persone da tutto il mondo che vogliono “metterci la faccia” e accompagnare agli appelli istituzionali migliaia di volti, sorrisi, provenienze, motivazioni personali perché l’umanità intera sia vigile e determinata di fronte a certe minacce globali.

Docu-film. Tre titoli soltanto: Human di Bertrand, Unlearning di Lucio Basadonne e Anna Pollio, Domani di Cyril Dion e Melanie Laurent. Il primo è un vero capolavoro, riesce a rappresentare l’umanità intera, le sue variopinte culture, le sue struggenti emozioni, i suoi paesaggi mozzafiato, soltanto accostando volti che parlano della propria vita, della propria fede, dei propri desideri, volti da ogni parte del globo, e immagini di natura incontaminata senza alcun commento. Dice l’essenza dell’“umano” appunto.

Unlearning è invece il viaggio insolito di una famiglia genovese attraverso l’Italia, “disimparando la religione del comfort per condividere i tempi, gli spazi, le logiche” di comunità che hanno un concetto diverso di famiglia, educazione, bene comune. Un “inno gentile alla disobbedienza” per scoprire altri modi di stare al mondo, magari dietro casa nostra, dove non abbiamo mai osato andare per non uscire dai nostri rassicuranti e indotti confini mentali. Domani, di recentissima uscita, è un film sulle strade del pianeta, per prendere coraggio di fronte a futuri prevedibili scenari climatici disastrosi, conoscendo persone che stanno già vivendo in modo alternativo e sostenibile. In città come in campagna. Reinventando la terra, la solidarietà, l’energia, la democrazia, realizzando già ora una “decrescita felice”. “E se – recita l’introduzione – indicare soluzioni e raccontare storie di successo fosse il modo migliore per risolvere le crisi ecologiche, economiche e sociali?”

Non mancano poi app per cellulari e piattaforme grazie alle quali è possibile condividere valori, immateriali e materiali: basti pensare a siti per creare petizioni online come Change e Firmiamo!, a strumenti per realizzare una raccolta fondi come Eppela e Produzioni dal Basso, a siti per condividere a basso costo passaggi in macchina (Blablacar) o ospitalità in tutto il mondo (Airbnb, Couchsurfing). Fino ad arrivare alle app più recenti, ad esempio per ridurre gli sprechi alimentari (MyFood) mettendo in contatto in tempo reale commercianti, associazioni e singoli cittadini.

Ma è solo uno scorcio. Chi ha interesse ad esplorare può andare avanti a lungo. E incoraggiarsi a sviluppare un uso consapevole e mirato degli strumenti di comunicazione che oggi ci pervadono: perché restino strumenti, innanzitutto; e perché siano canale dei valori più fruttuosi che abbiamo nel cuore. Ora andate su YouTube a guardare “Il circo della farfalla” e “Giving [sub ita]”. Due perfetti esempi di come poche immagini bastino più di molte parole ad accendere prospettive comuni in milioni di esseri umani.

Tra intellettuali e carnevali…

Pillole di inizio estate.

#1 Stasera ho conosciuto un famoso personaggio che viene da lontano. Ha detto una serie di banalità, ha fatto una piazzata per l’albergo non abbastanza lussuoso, si è continuamente definito un intellettuale. In pratica, un coglione.

#2 Ieri al Porto Antico sono incappato in una sfilata di gente, per la maggior parte maschi, in costumi strampalati e ridicoli, che ripetevano slogan incomprensibili. No, non era il Gay Pride: quello era più allegro, più giovanile, più partecipato, con valori più chiari e condivisibili… Boh. #poverosangiovanni

#3 Di fronte a tanti discorsi su Brexit, economia, lavoro, politica, elezioni, conflitti, inquinamento, disagi sociali…sono sempre più spinto a interrogarmi su COME cambiare davvero la mia vita e il mio modo di stare al mondo, un pezzo per volta, strutturalmente. Se no divento uno che “chiacchiera del tema”, si sensibilizza, si forma opinioni, fa discorsi e ricette…ma poi? Quando si agisce?

#4 L’altro giorno ho esplorato per la prima volta la piattaforma web Rousseau, del Movimento 5 Stelle. Mi sono trovato nella sezione dove ogni cittadino può scrivere e inoltrare una proposta di legge, che ha la possibilità di arrivare in Parlamento tramite i parlamentari 5 stelle. Si potrà avere ogni tipo di giudizio su questo “fenomeno 5 stelle”, sui pregi e difetti, sui limiti evidenti e i rischi che comporta. Ma in un Paese dove la democrazia rischia di ridursi alle campagne elettorali e ad un 50% di votanti, sono spinte al protagonismo civico per niente scontate, da apprezzare e sfruttare.

#5 Viene l’estate, si va al mare, ricordiamoci dei beni comuni. Di fronte all’odiosa pratica di spiagge per l’80% coperte da stabilimenti, ricordiamoci che la battigia è ad accesso libero sempre e comunque, ricordiamolo a chi fa storie. Il mare è di tutti. E vediamo di insultare civilmente chi riempie di spazzatura e inquinamento e motori i luoghi naturali. Si fotta il “progresso”, l’unico progresso è vivere meglio, tutti.

Rifugiati a Genova: i dati nelle nostre slide

Da alcuni giorni è online sul sito del Comune di Genova un “prezi” che abbiamo realizzato come gruppo Ponti Migranti per aiutare a comunicare i dati dell’accoglienza a Genova. A spiegare perché si accoglie, come, dove. Con quali prospettive e quali costi. E cosa può fare ogni cittadino per sostenere questo diritto umano universale.
Fare comunicazione può essere cittadinanza attiva.
Noi lo abbiamo fatto semplicemente così.
Grazie a tutti coloro che hanno collaborato.

cover prezi rifugiati comune
Clicca e scorri le slide su Prezi

Tunisia, dalla rabbia al Nobel per la Pace – Il Fatto

Conversazione e traduzione di Giacomo D’Alessandro

pubblicato sul blog Suq Genova su ilfattoquotidiano.it

Il premio Nobel per la Pace 2015 è stato assegnato al Quartetto per il dialogo nazionale tunisino “per il suo contributo decisivo alla costruzione di una democrazia pluralistica nel Paese, sulla scia della Rivoluzione del Gelsomino del 2011”. Il Quartetto, formatosi nel 2013, nel momento di maggiore rischio e disordini per il processo di democratizzazione del Paese, è formato da sindacato Ugtt, confederazione degli industriali Utica, lega dei diritti umani Ltdh e Inoa, ordine nazionale degli avvocati.

Abbiamo chiesto alla disegnatrice satirica Nadia Khiari, già nostra ospite al Suq Festival di Genova lo scorso giugno, quale significato dà a questo riconoscimento e quali prospettive intravede per il processo di dialogo e democrazia. “Prima di tutto ho visto questo premio Nobel consegnato al Quartetto per il Dialogo come uno schiaffo al governo provvisorio della Troika (composto da islamici e da due partiti opportunisti). Inoltre mi sono detta che è stato qualcosa di positivo nel senso che non si parla di Tunisia solo in occasione di disastri”. Dopo gli attentati terroristici infatti il turismo nel Paese è a un punto morto, e gli investitori stranieri fuggono lasciando centinaia di famiglie senza più lavoro. “Se questo premio permette di ridare fiducia agli investimenti in Tunisia, sarà stato un bene” conclude Nadia. Riguardo al dubbio se il Premio non lasci in ombra altre forze della società civile che hanno contribuito alla crescita della Tunisia, ribadisce che il processo di dialogo, cui va dato merito al Quartetto, arriva “dopo che la società civile ha invaso le strade davanti all’Assemblea Costituente, per chiedere le dimissioni del governo in seguito al decimo assassinio di un deputato della Sinistra. Eravamo in strada e abbiamo assaggiato le delizie dei lacrimogeni e la furia degli islamici. E’ solo in un secondo momento che questo movimento di contestazione è stato raggiunto dai deputati e recuperato da alcune forze politiche. Il Quartetto ha in qualche modo assorbito la rabbia della strada”. (altro…)