Categoria: Giacomo D’Alessandro

Caro papa Francesco, quando verrai a Genova… (LiguriTutti)

Udienza generale di Papa Francesco

Caro Francesco, quando verrai a Genova abbi pietà di noi. E di una chiesa orfana da troppi anni di cura pastorale fresca, innovativa, essenziale, entusiasta.

Porta la tua benedizione e la tua gratitudine ai tanti preti e religiosi – ho negli occhi i loro volti – che nonostante tutto hanno resistito, hanno cercato il Vangelo, hanno prediletto i poveri, hanno anteposto l’amore e la fratellanza a fredde dottrine e formalismi nostalgici. Porta la tua carezza a tutte le famiglie, le coppie, gli anziani, i giovani, che nonostante tutto hanno cercato di incarnare una chiesa in uscita, dribblando direttive e impostazioni antiquate, staccate dalla realtà, che dall’alto continuavano a calare, aride.

Troverai a Genova svolazzanti talari segno di identità fragili e del bisogno di affermarsi, rivendicarsi, distinguersi. Perdona e porta pazienza per coloro che hanno subito una formazione e una direzione rigida, superata, imbalsamante. Sappi che diversi giovani che avrebbero volentieri servito questa chiesa da sacerdoti, sono stati ostacolati proprio a causa di una loro impostazione più aperta e della loro preparazione…

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Prima di tutto cercate. Un libro di don Marco Granara

E’ uscito il 10 aprile 2017 “Prima di tutto cercate“, un libro di don Marco Granara, prete genovese, rettore del Santuario della Guardia e presidente della Fondazione Antiusura. Il volume è ideato e curato da Giacomo D’Alessandro, edito da Gabrielli Editori e introdotto dalle prefazioni di Paolo Curtaz, Mirco Mazzoli, Mario Baucia, Matteo Moretti e Giancarlo Campora.

E’ disponibile in vendita presso il Santuario della Guardia, il Centro Banchi Genova, ordinabile nelle librerie e online a questo link. Di seguito la copertina e la presentazione dell’opera.

Copertina don Granara def

Se potessimo oggi dare voce alle domande, ai dubbi e alla sete interiore di tanta “gente comune”, cosa scopriremmo? Oltre il caos mediatico e le rappresentazioni pubblicitarie, cosa ci direbbe la realtà? Di cosa hanno fame le persone?
Da oltre 10 anni don Marco Granara raccoglie domande di questo genere sulla rivista La Guardia. E con puntualità e passione tenta di rispondere, argomentare, ma soprattutto dialogare francamente senza tabù né preclusioni.
Uno studente di 50 anni più giovane, esplorando questo insolito dialogo a più voci, scopre di volta in volta qualcosa di provocatorio e stimolante. Comincia a collezionare gli spunti e i linguaggi più intriganti con cui don Granara “mastica” riflessioni ad ampio raggio: dalle guerre in Medio Oriente alle nuove povertà sociali ed esistenziali, dal capitalismo fallimentare alle migrazioni, dal ruolo di preti e vescovi al senso delle religioni.
Cosa rimane oggi del Cristianesimo? Cosa resta valido e cosa ha fatto il suo tempo? Districandosi tra le molte e contraddittorie voci sulla piazza, c’è molto da rifare da capo, molto da gustare meglio, e tanto da mettere in pratica dopo troppe parole al vento. Agendo nel mondo per modificare quelle “strutture di peccato” che creano disuguaglianza, tolgono dignità, generano violenza.
“La prima difficoltà – scrive don Granara – oggi, tempo della cultura individualistica e radical-borghese che ci invita tutti a “farci i fatti nostri”, è quella di credere possibile e doveroso il passaggio dal sognare da soli al sognare in gruppo”. “Non è solo questione di uscire, prima o poi, bene o male, dalla crisi economico-finanziaria, ma di uscirne diversi e mi6
gliori. Quando tutto questo ha come vittima il più debole, il meno garantito e protetto… siamo una società che lavora per il suo suicidio”. “Siamo chiamati a demandare ad altri (Padreterno e Madonne) i compiti nostri o ad andare alle radici di ogni vero cambiamento, con noi protagonisti?”
“Cercare prima l’essenziale” è l’anima, il filo rosso delle 100 pillole raccolte in questo libro. Un supporto per le persone in ricerca, entusiaste o scoraggiate, lontane o vicine, credenti o non credenti. Sono 100 semi di discussione da meditare nella quotidianità, da chiacchierare (e criticare!) tra amici, da utilizzare in gruppo. Per capirne di più e rispondere a qualche dubbio, per ripensare il proprio percorso senza accontentarsi della vita così come viene. Chiedendosi, di fronte a un mondo complesso: “Gesù cosa dice? Gesù come vive? Io come oriento la mia vita? Io come contribuisco a cambiare il mondo?”.

Giacomo D’Alessandro

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Dalla quarta di copertina:

Siamo tutti un po’ avvelenati. Respiriamo veleno da mattina a sera. Non si ragiona più con ragioni, ma con emo­zioni forzate, rabbiose e violente. È una cultura diffusa che ci avvolge. Per farci sentire bisogna urla­re, per farci prendere sul serio occorre minacciare denunce e non pacate riflessioni condivise. E così non ci si accorge che la ricerca di un benessere a senso unico produce invece malessere. Il male oscuro moderno non è solo la pesante depressione che sembra insuperabile, ma il “non senso” diffuso, la sproporzione tra la domanda interiore e le risposte non appaganti del tutto. Siamo di­ventati prevalentemente “consumatori di cose” e non cer­catori affamati di senso… Come cambiare la nostra vita? Come rivoluzionare le nostre priorità?

Marco Granara

Prima di tutto cercate. Un libro di don Marco Granara

pubblicato su la Guardia n.2/2017

guardia tramonto

Il titolo sarà Prima di tutto cercate, l’autore dei testi don Marco Granara. Non è uno scherzo o un’idea campata in aria, è un concreto, agile e intenso libro in uscita a marzo per Gabrielli Editore, che raccoglie il meglio delle risposte ai lettori firmate da don Marco sui bollettini de La Guardia negli ultimi 5 anni. Ben 100 pillole sui più svariati temi di attualità, fede, politica, chiesa, società, utili per riflettere da soli o in gruppo, per discutere, reagire, costruire in un tempo difficile. Difficile da interpretare e difficile (ma non impossibile) da cambiare, una vera sfida per tutti, chi si dice credente (ma lo è davvero nei fatti?) e chi si dice non credente (ma ha conosciuto il Gesù del Vangelo o qualche sua pessima deformazione storica?).

Prima di tutto cercate è un libretto per chi ha il coraggio di essere in ricerca, e non si ferma alle baruffe da salotto televisivo, ai discorsi da bar, alla rassegnazione individualista ed egocentrica. Per chi sente il bisogno non solo di risposte, ma soprattutto di domande, le “domande giuste”, quelle che aprono orizzonti impensati, che permettono di andare a fondo sul “chi essere” e ancor più sul “che fare”.

Come tanti di voi ho conosciuto don Marco Granara imbattendomi nella sua rubrica “Scrivere & Rispondere” su questo mensile. Ho capito che c’era qualcosa di autentico, di radicale, di forte nel suo richiamo ad un Vangelo essenziale, cercato e vissuto nella vita vera, oltre i riti e le dottrine. Ho apprezzato il suo linguaggio popolare, sempre preciso ma anche simpatico, sferzante, costruttivo. Ho iniziato a selezionare i testi per me più attuali, universali, utili a muovere passi avanti come Chiesa e come società. Prima di tutto cercate è un inno quotidiano che ci aiuta a gridare dentro di noi: “Ora basta!” Ma non “basta mollo tutto” quanto invece “basta cambio davvero”, e cambio le cose, ancorandomi decisamente a Gesù modello di pienezza umana.

Troverete moltissimo del messaggio e dell’azione di papa Francesco in questo libro, spesso in testi che vengono cronologicamente prima di lui. Possibile? Eccome, visto che don Marco conduce da decenni un lavoro pastorale nella linea oggi portata in primo piano da questo Vescovo di Roma così autentico, travolgente e coinvolgente. Un terreno comune da fare nostro: la capacità di ascolto, l’interpretazione dei segni dei tempi, l’apertura e il dialogo continuo con chi la pensa e la vive diversamente, le prassi autenticamente collegiali, l’amore per il senso critico, l’attualizzazione coraggiosa del Vangelo della misericordia, l’abbandono di tutti gli orpelli ormai sterili che distraggono dal costruire “il Regno di Dio e la Sua giustizia”. Una gigantesca riforma umana, spirituale e sociale, da cercare prima di tutto.

Rifugiati a Genova: i dati nelle nostre slide

Da alcuni giorni è online sul sito del Comune di Genova un “prezi” che abbiamo realizzato come gruppo Ponti Migranti per aiutare a comunicare i dati dell’accoglienza a Genova. A spiegare perché si accoglie, come, dove. Con quali prospettive e quali costi. E cosa può fare ogni cittadino per sostenere questo diritto umano universale.
Fare comunicazione può essere cittadinanza attiva.
Noi lo abbiamo fatto semplicemente così.
Grazie a tutti coloro che hanno collaborato.

cover prezi rifugiati comune
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Migrazioni e ambiente, anche al Suq i temi del Papa – Il Fatto

di Giacomo D’Alessandro

pubblicato il 26-9-2015 sul blog Suq Genova sul fattoquotidiano.it

“Bisogna integrare la storia, la cultura e l’architettura di un determinato luogo, salvaguardandone l’identità originale. Perciò l’ecologia richiede anche la cura delle ricchezze culturali dell’umanità nel loro significato più ampio”. Così papa Francesco nella sua enciclica Laudato Si “sulla cura della casa comune”. Parole forti ripetute in questi giorni durante il viaggio a Cuba e negli Stati Uniti, parole affiancate inscindibili a quelle sull’immigrazione (“Chiedete tutti perdono per le istituzioni e le persone che chiudono le loro porte a gente che cerca aiuto e cerca di essere custodita”) che fin dall’inizio papa Francesco rivolge al mondo e ad ogni platea (come dimenticare il primo viaggio a Lampedusa).

I temi di questa ecologia integrale, che riguarda l’ambiente e riguarda le persone, sempre a partire dal più debole, sono guarda caso gli stessi temi chiave del Suq delle Culture, che da domenica 27 settembre a domenica 4 ottobre si svolgerà per la prima volta a Milano, alla Fabbrica del Vapore di via Procaccini. “È la cultura non solo intesa come i monumenti del passato, ma specialmente nel suo senso vivo, dinamico e partecipativo, che non si può escludere nel momento in cui si ripensa la relazione dell’essere umano con l’ambiente”, dice ancora il Papa, e la descrizione calza perfettamente su quell’allegro “caos” variopinto che è il Suq (ideato nel 1999 a Genova da Carla Peirolero e Valentina Arcuri) tra spettacoli, cucine, danze, musiche, laboratori e l’artigianato dalle comunità immigrate e degli artisti di tanti Paesi differenti. Una realtà accessibile (l’ingresso è libero esclusi 4 spettacoli) da assaggiare, gustare, ascoltare letteralmente, e in cui perdersi con un po’ di sano caos dove è impossibile non sfiorarsi e ignorarsi. (altro…)

Tunisia, dalla rabbia al Nobel per la Pace – Il Fatto

Conversazione e traduzione di Giacomo D’Alessandro

pubblicato sul blog Suq Genova su ilfattoquotidiano.it

Il premio Nobel per la Pace 2015 è stato assegnato al Quartetto per il dialogo nazionale tunisino “per il suo contributo decisivo alla costruzione di una democrazia pluralistica nel Paese, sulla scia della Rivoluzione del Gelsomino del 2011”. Il Quartetto, formatosi nel 2013, nel momento di maggiore rischio e disordini per il processo di democratizzazione del Paese, è formato da sindacato Ugtt, confederazione degli industriali Utica, lega dei diritti umani Ltdh e Inoa, ordine nazionale degli avvocati.

Abbiamo chiesto alla disegnatrice satirica Nadia Khiari, già nostra ospite al Suq Festival di Genova lo scorso giugno, quale significato dà a questo riconoscimento e quali prospettive intravede per il processo di dialogo e democrazia. “Prima di tutto ho visto questo premio Nobel consegnato al Quartetto per il Dialogo come uno schiaffo al governo provvisorio della Troika (composto da islamici e da due partiti opportunisti). Inoltre mi sono detta che è stato qualcosa di positivo nel senso che non si parla di Tunisia solo in occasione di disastri”. Dopo gli attentati terroristici infatti il turismo nel Paese è a un punto morto, e gli investitori stranieri fuggono lasciando centinaia di famiglie senza più lavoro. “Se questo premio permette di ridare fiducia agli investimenti in Tunisia, sarà stato un bene” conclude Nadia. Riguardo al dubbio se il Premio non lasci in ombra altre forze della società civile che hanno contribuito alla crescita della Tunisia, ribadisce che il processo di dialogo, cui va dato merito al Quartetto, arriva “dopo che la società civile ha invaso le strade davanti all’Assemblea Costituente, per chiedere le dimissioni del governo in seguito al decimo assassinio di un deputato della Sinistra. Eravamo in strada e abbiamo assaggiato le delizie dei lacrimogeni e la furia degli islamici. E’ solo in un secondo momento che questo movimento di contestazione è stato raggiunto dai deputati e recuperato da alcune forze politiche. Il Quartetto ha in qualche modo assorbito la rabbia della strada”. (altro…)

Raccontare l’incontro tra i popoli – Il Fatto

di Giacomo D’Alessandro

pubblicato sul blog Suq Genova su ilfattoquotidiano.it

Expo dei Popoli e #milionidipassi: chi sono questi sconosciuti? Nella marea di informazione e comunicazione circolata in questi mesi sul tema di migranti e rifugiati, alcune cose vanno fatte passare (o proprio lasciate perdere) mentre altre, cui si è data meno rilevanza, ha senso riprenderle, farle emergere, farne buon uso. Fa pensare che nell’epoca della breaking news, della notizia in tempo reale su una varietà di piattaforme e di fonti, così poca risonanza abbiano avuto campagne significative, utili per ampliare le prospettive di conoscenza e azione di tutti i cittadini. Vogliamo segnalarne due, che ben si collegano a due ambiti in cui il Suq da sempre offre contributi culturali e artistici riconosciuti a livello europeo: il cibo e la migrazione. In particolare l’evento Expo dei Popoli, che ha preso vita a margine (e in simbolica contrapposizione) dell’Expo di Milano 2015, e la campagna #milionidipassi di Medici Senza Frontiere.

Expo dei Popoli è il forum internazionale della società civile e dei movimenti contadini, e si è svolto a Milano a giugno 2015, in quella stessa Fabbrica del Vapore dove pochi mesi dopo ha preso vita il nostro Suq delle Culture. 180 delegati internazionali convocati a partire dal manifesto comune di 50 organizzazioni no profit italiane, si sono incontrati “per rispondere alla sfida di Nutrire il Pianeta applicando i principi della Sovranità Alimentare e della Giustizia Ambientale” e si sono confrontati e impegnati sulle concrete “soluzioni da mettere in campo per vedere finalmente riconosciuti e garantiti il diritto ad un’alimentazione adeguata e un uso equo e sostenibile delle risorse naturali”. (altro…)