Categoria: Il Fatto Quotidiano

Scontro di civiltà o dialogo tra culture? (ilfattoquotidiano.it)

(pubblicato sul blog Suq Genova su ilfattoquotidiano.it)

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Si potrebbe iniziare il nuovo anno con alcuni flash: “scontro di civiltà” VS “dialogo tra culture”. Gli eventi che accadono e che intasano giornali e social network ne sono conferma. Riflettere, rileggere e selezionare aiuta anche a disinnescare un grave rischio diffuso: fermarsi alle banalità ripetute a pappagallo, lasciarsi irretire e fomentare dal frastuono di fondo che alcuni cominciano a chiamare “post-verità”.

Primo flash – mesi scorsi. Chi l’avrebbe detto che negli Stati Uniti, baluardo del pensiero occidentale democratico, nati da migrazioni, “melting pot” per eccellenza, si verificasse una nuova escalation di scontri tra forze dell’ordine e comunità afroamericane? Con tanto di giovani uccisi a colpi di pistola, per di più dopo otto anni di Presidente “nero”.

Secondo flash – qualche anno fa. Chi l’avrebbe detto che in Francia, primo paese europeo per integrazione di africani dalle ex colonie, sarebbero esplose le rivolte nelle banlieu messe a ferro e fuoco, e oggi diversi atti di estremismo stragista?

Terzo flash – da sempre. Chi l’avrebbe detto che il terrorismo di matrice islamica avrebbe consumato più stragi nei paesi musulmani che in quelli occidentali?

Quarto flash – oggi. Chi l’avrebbe detto che in Europa, tragico tempio dell’Olocausto, dove si è festeggiata nell’89 la caduta del Muro di Berlino, si sarebbe tornati a parlare con una certa facilità di frontiere, fili spinati, folle di disgraziati lasciati sotto le intemperie, persone deportate?

Basterebbe questo per dire che qualcosa non ha funzionato e continua a non funzionare

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Migrazioni e ambiente, anche al Suq i temi del Papa – Il Fatto

di Giacomo D’Alessandro

pubblicato il 26-9-2015 sul blog Suq Genova sul fattoquotidiano.it

“Bisogna integrare la storia, la cultura e l’architettura di un determinato luogo, salvaguardandone l’identità originale. Perciò l’ecologia richiede anche la cura delle ricchezze culturali dell’umanità nel loro significato più ampio”. Così papa Francesco nella sua enciclica Laudato Si “sulla cura della casa comune”. Parole forti ripetute in questi giorni durante il viaggio a Cuba e negli Stati Uniti, parole affiancate inscindibili a quelle sull’immigrazione (“Chiedete tutti perdono per le istituzioni e le persone che chiudono le loro porte a gente che cerca aiuto e cerca di essere custodita”) che fin dall’inizio papa Francesco rivolge al mondo e ad ogni platea (come dimenticare il primo viaggio a Lampedusa).

I temi di questa ecologia integrale, che riguarda l’ambiente e riguarda le persone, sempre a partire dal più debole, sono guarda caso gli stessi temi chiave del Suq delle Culture, che da domenica 27 settembre a domenica 4 ottobre si svolgerà per la prima volta a Milano, alla Fabbrica del Vapore di via Procaccini. “È la cultura non solo intesa come i monumenti del passato, ma specialmente nel suo senso vivo, dinamico e partecipativo, che non si può escludere nel momento in cui si ripensa la relazione dell’essere umano con l’ambiente”, dice ancora il Papa, e la descrizione calza perfettamente su quell’allegro “caos” variopinto che è il Suq (ideato nel 1999 a Genova da Carla Peirolero e Valentina Arcuri) tra spettacoli, cucine, danze, musiche, laboratori e l’artigianato dalle comunità immigrate e degli artisti di tanti Paesi differenti. Una realtà accessibile (l’ingresso è libero esclusi 4 spettacoli) da assaggiare, gustare, ascoltare letteralmente, e in cui perdersi con un po’ di sano caos dove è impossibile non sfiorarsi e ignorarsi. (altro…)

Tunisia, dalla rabbia al Nobel per la Pace – Il Fatto

Conversazione e traduzione di Giacomo D’Alessandro

pubblicato sul blog Suq Genova su ilfattoquotidiano.it

Il premio Nobel per la Pace 2015 è stato assegnato al Quartetto per il dialogo nazionale tunisino “per il suo contributo decisivo alla costruzione di una democrazia pluralistica nel Paese, sulla scia della Rivoluzione del Gelsomino del 2011”. Il Quartetto, formatosi nel 2013, nel momento di maggiore rischio e disordini per il processo di democratizzazione del Paese, è formato da sindacato Ugtt, confederazione degli industriali Utica, lega dei diritti umani Ltdh e Inoa, ordine nazionale degli avvocati.

Abbiamo chiesto alla disegnatrice satirica Nadia Khiari, già nostra ospite al Suq Festival di Genova lo scorso giugno, quale significato dà a questo riconoscimento e quali prospettive intravede per il processo di dialogo e democrazia. “Prima di tutto ho visto questo premio Nobel consegnato al Quartetto per il Dialogo come uno schiaffo al governo provvisorio della Troika (composto da islamici e da due partiti opportunisti). Inoltre mi sono detta che è stato qualcosa di positivo nel senso che non si parla di Tunisia solo in occasione di disastri”. Dopo gli attentati terroristici infatti il turismo nel Paese è a un punto morto, e gli investitori stranieri fuggono lasciando centinaia di famiglie senza più lavoro. “Se questo premio permette di ridare fiducia agli investimenti in Tunisia, sarà stato un bene” conclude Nadia. Riguardo al dubbio se il Premio non lasci in ombra altre forze della società civile che hanno contribuito alla crescita della Tunisia, ribadisce che il processo di dialogo, cui va dato merito al Quartetto, arriva “dopo che la società civile ha invaso le strade davanti all’Assemblea Costituente, per chiedere le dimissioni del governo in seguito al decimo assassinio di un deputato della Sinistra. Eravamo in strada e abbiamo assaggiato le delizie dei lacrimogeni e la furia degli islamici. E’ solo in un secondo momento che questo movimento di contestazione è stato raggiunto dai deputati e recuperato da alcune forze politiche. Il Quartetto ha in qualche modo assorbito la rabbia della strada”. (altro…)

Raccontare l’incontro tra i popoli – Il Fatto

di Giacomo D’Alessandro

pubblicato sul blog Suq Genova su ilfattoquotidiano.it

Expo dei Popoli e #milionidipassi: chi sono questi sconosciuti? Nella marea di informazione e comunicazione circolata in questi mesi sul tema di migranti e rifugiati, alcune cose vanno fatte passare (o proprio lasciate perdere) mentre altre, cui si è data meno rilevanza, ha senso riprenderle, farle emergere, farne buon uso. Fa pensare che nell’epoca della breaking news, della notizia in tempo reale su una varietà di piattaforme e di fonti, così poca risonanza abbiano avuto campagne significative, utili per ampliare le prospettive di conoscenza e azione di tutti i cittadini. Vogliamo segnalarne due, che ben si collegano a due ambiti in cui il Suq da sempre offre contributi culturali e artistici riconosciuti a livello europeo: il cibo e la migrazione. In particolare l’evento Expo dei Popoli, che ha preso vita a margine (e in simbolica contrapposizione) dell’Expo di Milano 2015, e la campagna #milionidipassi di Medici Senza Frontiere.

Expo dei Popoli è il forum internazionale della società civile e dei movimenti contadini, e si è svolto a Milano a giugno 2015, in quella stessa Fabbrica del Vapore dove pochi mesi dopo ha preso vita il nostro Suq delle Culture. 180 delegati internazionali convocati a partire dal manifesto comune di 50 organizzazioni no profit italiane, si sono incontrati “per rispondere alla sfida di Nutrire il Pianeta applicando i principi della Sovranità Alimentare e della Giustizia Ambientale” e si sono confrontati e impegnati sulle concrete “soluzioni da mettere in campo per vedere finalmente riconosciuti e garantiti il diritto ad un’alimentazione adeguata e un uso equo e sostenibile delle risorse naturali”. (altro…)

Cosa significa restare umani – Il Fatto

di Giacomo D’Alessandro

pubblicato sul blog Suq Genova su ilfattoquotidiano.it

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Sono dei giorni scorsi gli attacchi violenti e indiscriminati a Bruxelles, ad Istanbul e in Siria. Di sfondo e in parallelo assistiamo alla messa in discussione del trattato di Schengen, con un forte ritorno all’idea di frontiera come barriera, proprio nella “civile” Europa. A Genova abbiamo pianto sgomenti Francesca, una delle vittime di quell’assurdo incredibile incidente stradale in Spagna. Avvenimenti diversi, certo, ma che richiamano non senza una certa angoscia al nostro essere umanità. Dove stiamo andando? Come orientarsi in una realtà complessa, spiazzante, che irrompe a livello anche emotivo in maniera così disarmante?

Ci sono quattro docufilm che girano ultimamente, e che mi è capitato di vedere uno dopo l’altro nel giro di poche settimane, quattro sguardi capaci di risvegliare quella scintilla di speranza, passione e attaccamento all’essere umano, ma soprattutto all’essere “umani”, al restare umani per dirla con il nostro compianto don Gallo.

Il primo film è Human del regista Yann Arthus-Bertrand, uscito nel 2015 e finanziato da due fondazioni no profit. In tre anni il regista ha intervistato oltre 2000 persone in decine di lingue diverse, attorno a una sola domanda: cosa ci rende umani? Ne esce un’opera enciclopedica, un affresco di una umanità variopinta, sconosciuta, affascinante, e al contempo interpellata da simili dubbi, simili difficoltà, simili speranze. Un film senza commenti, dove bastano le parole di gente comune che esprime il suo senso di vivere, la sua esperienza di amore, rabbia, dolore, ingiustizia, fede…un’antologia dell’umanità, della sua straordinaria fragilità e forza e bellezza. (altro…)

La lobby più potente del mondo, incontro a Ferrara

Alcuni estratti più significativi degli interventi all’incontro che si è svolto al Festival di Internazionale a Ferrara, il 4 ottobre scorso.


Kenneth Haar, Corporate Europe Observatory

Dal 2008 attuiamo un’opera di denuncia per l’assenza di regole sulla finanza, per l’influenza pesante delle lobby che scrivono regole a proprio piacimento. Dopo la crisi mondiale si è aperto un processo per stabilire nuove regole, ma non é cambiato molto; di sicuro non ci sono mai state inversioni a U. La nostra organizzazione ha provato a misurare la forza di cui dispongono le lobby a Bruxelles: quanti commissari e consiglieri hanno rapporti con il settore finanziario? Circa il 70%. Quante lobby costantemente esercitano pressioni a Bruxelles? Circa 700. Di quanti soldi dispongono? Sono 120 i milioni spesi ogni anno per lobbismo. 1700 lobbisti lavorano a Bruxelles per influenzare le istituzioni europee. Sono numeri che cerchiamo sempre di dimostrare, e che nessuno ha finora smentito. Un’influenza diretta, che fa sì che tanti documenti siano scritti e redatti direttamente da lobbisti finanziari. Allora la domanda è: come ridurne il potere?
Serve un registro pubblico dei lobbisti. L’opinione pubblica dovrebbe avere una visione più ampia del loro agire nel processo politico e quindi premere di più sui propri rappresentanti senza lasciare così campo libero. Serve codice etico da parte delle istituzioni europee. Le agenzie di rating continuano ad agire indisturbate, dopo la crisi. In stretta relazione con banche e finanza.
Ci serve semplicità, chiarezza. Ci servono questioni tangibili rispetto alla vita della gente. Ci serve collegarci a temi o accadimenti che hanno già agganciato l’interesse del pubblico.

Nunzia Penelope, giornalista del Fatto Quotidiano
In Italia le lobby non sono regolamentate. Quando in Parlamento si è cominciato a parlare di web tax, Google ha cercato un lobbista preparato da assumere in Italia. Di fatto – sará un caso – quella web tax é defunta.
Nel 2007 i media erano concentrati sulla crisi originata dalla finanza cattiva. Poi in sordina abbiamo cominciato a prendercela coi governi e l’austerity, la quale non é che una risposta obbligata “di sistema” alla finanza. Le persone “colpevoli” della crisi hanno nome e cognome, sono ancora lì e si sono arricchite nel frattempo. Nessuno é stato cacciato.
Aline Fares, Finace-Watch
C’é troppa finanza, un livello tale danneggia la crescita; si dice che per uscire dalla crisi ci vuole piú finanza, invece é il contrario, dobbiamo essere più numerosi a dirlo e farci sentire. La gente é stata resa ipersensibile al tema della privacy, un pretesto finora usato per consentire la finanza offshore e la deresponsabilizzazione.
L’elettorato é decisivo. Però tanti aspetti non sono argomenti sui quali l’opinione pubblica é pronta a mobilitarsi, per esempio i negoziati in corso del TTA porterebbero a una deregolamentazione dei singoli paesi in campo finanziario. Le cose potrebbero peggiorare, dovremmo fare appassionare la società a questa battaglia.
Ugo Biggeri, Presidente di Banca Etica
Nessuno si fida dei mercati finanziari. Invece si sente sempre dire che manca la fiducia dei mercati finanziari. Allora di cosa parliamo? Banca Etica nasce come ribellione e alternativa di speranza: la speranza che di queste cose possiamo interessarci e capirne. Nella testa della gente la banche sono tutte uguali; non é così. Siamo educati a preoccuparci solo dell’interesse. Siamo educati che conservare i soldi equivale a investirli finanziariamente. I nostri soldi sono sempre in giro e alimentano mercati di cui abbiamo perso completamente il controllo, altro che lavorare nell’economia reale. Allora bisogna lavorare a livello di lobby positive, ma anche recuperando il senso di dove mettiamo i nostri soldi. Non ci sono solo le banche, esistono anche cooperative e startup giovanili.
Ci vuole una pazienza tenace, una presa di coscienza crescente dei cittadini. I tempi sono lunghi, ma c’é speranza di arrivare a risultati impensabili. Una società veloce ci convince che tutto deve succedere subito.

Il Suq sul Fatto – Xena Tango, intervista a Roberta Alloisio

 
Sta già avendo i primi successi il terzo disco della cantante Premio Tenco Roberta Alloisio, storica collaboratrice di Suq Genova e coordinatrice delle nostre attività formative sull’intercultura attraverso laboratori teatrali e musicali. Abbiamo chiesto a Roberta di raccontarci come nasce e cosa ci fa scoprire questo viaggio tra musiche e culture, assolutamente originale nel panorama attuale della musica italiana, appena uscito per Cni Unite.