Categoria: incontri

Riviviamo via Pré #2

Irish for Prè è stata un’altra piccola scommessa vinta.
Vedere tanti musicisti suonare e tanti bimbi italiani di ogni colore ballare e giocare, è stato fortissimo.
Ci stiamo credendo in tanti a creare mescolanza e socialità attraverso la musica, in un territorio vissuto da dentro e da fuori come un ghetto off limits.
Grazie per la serata agli artisti Gianmaria ValenteGabriele ZerbinatiTiziano ZerbinatiMarco FerrettiMarco MonfregolaArianna ZuninoAlessandro Altomari…e al mitico Dario Gisotti per averlo reso possibile. Grazie ai volontari de La Staffetta associazione e a chi è venuto a sentire e a vivere piazza Marinelle. Per tutti quelli che hanno un’idea BELLA di sicurezza e di futuro…è solo l’inizio. #MusicForPré

https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fgiacomodale%2Fvideos%2F10214725116515158%2F&show_text=0&width=560

(Grazie per il video a Stefano Bergamaschi)

Riviviamo via Pré #1

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Portare #RicordandoFaber in via Prè è stata un’emozione. Far risuonare La Cittá Vecchia proprio “nei quartieri dove il sole del buon Dio non dá i suoi raggi” ha avuto un sapore speciale. Portare gente da fuori e creare convivialità nel nuovo ghetto, mescolandosi con i bimbi di tutti i colori, è un messaggio forte di un’altra idea di sicurezza e di inclusione. Non ci sono quartieri off limits. Solo piazze in cui non ci siamo ancora mescolati. Grazie a tutti i musicisti, i volontari, gli amici e i cittadini che hanno voluto esserci per vivere questa naturalezza dal senso importante. È stato bello. Alla prossima!
#daidiamantinonnasceniente
#unagocciadisplendore

[Leggi anche Cantando Faber tutti insieme su LiguriTutti]

 

Riccardi a Genova sulle rivoluzioni di Francesco

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domenica 16 aprile, Palazzo Ducale (La Storia in Piazza)

ANDREA RICCARDI – LA RIVOLUZIONE DI FRANCESCO

***

L’incontro di oggi con Riccardi è probabilmente il primo grosso appuntamento di matrice ecclesiale dedicato alle riforme di Francesco che si svolge a Genova.

In 5 anni.

Nel feudo imperniato su mediocrità e paura non c’è alcun interesse per la divulgazione e la messa in pratica delle molte rivoluzioni culturali e pastorali promosse dal vescovo argentino.

E pensare che ha origini dalle nostre parti.

Nemo propheta in patria.

Cosa sta succedendo a Napoli?

Sul numero di maggio degli Asini racconto il mio viaggio negli spazi liberati di #Napoli. Cos’è uno spazio liberato? Perché liberato e non “occupato”? Cosa stanno combinando gruppi di giovani, studenti, famiglie, attivisti di lungo corso, in quella città unica al mondo che è Napoli? Liberano spazi enormi, abbandonati, diroccati, svuotati…e ne fanno luoghi di comunità, palestre, biblioteche, teatri, laboratori per bambini, assemblee cittadine.
E proprio là dove il luogo comune vorrebbe che regnasse disordine e lassismo, là prendono forma realtà innovative che potrebbero essere modello di riqualificazione sociale, urbana e mentale in tutta Italia.

Date un’occhiata alla rivista di Edizioni Dell’asino diretta da Goffredo Fofi: https://goo.gl/kFhTga

P.S. Grazie a Maurizio Braucci e Giovanni Zoppoli per le dritte, e alla comunità dei Gesuiti di Scampia per l’ospitalità.clipular-2

Quel Papa incubatore dei Movimenti Popolari della Terra

Da domani, per quattro giorni, sarò in Vaticano, insieme ad altre 180 persone,all’incontro tra Francesco e i movimenti di tutto il mondo. Il documento di convocazione riprende il linguaggio e le proposte dei Forum Sociali Mondiali, l’organizzazione dell’incontro è stata affidata principalmente ai SEM TERRA brasiliani.
Chi avrebbe potuto immaginare tutto ciò solo pochi anni fa ?
Non è necessario essere d’accordo su tutto con Francesco, ed io non lo sono, per comprendere il senso epocale di tale iniziativa.
Non per nulla i media main stream non ne parlano.

Vittorio Agnoletto

Sarà il terzo incontro di lavoro dei Movimenti Popolari da tutto il mondo. La vera rivoluzione sociopolitica sostenuta da Francesco, di cui pochissimo si parla e che moltissimi se dicenti cattolici sono lontanissimi dal capire… Un incubatore per i movimenti sociali anticapitalisti del globo. Una voce istituzionale fornita agli “esiliati” del nostro tempo. Indigeni, senza terra, piccoli contadini, cartoneros, senza tetto, ambulanti, indigeni… 

Parola di…chi? – Centro Banchi

Una sintesi dei 3 incontri di Avvento al Centro Banchi

di Giacomo D’Alessandro

Le parole che non ti ho detto Moretti

Come orientarsi in un mondo che cambia? Quali strumenti utili per un tempo complesso, irto di paure, incertezze, grandi sfide e urgenti prospettive? Cosa offrire a persone in ricerca, credenti e non credenti, in un tempo di preparazione al Natale? A partire da queste domande come Comunità di Banchi abbiamo scelto tre proposte, tre incontri che si sono svolti lo scorso dicembre nei saloni del Centro Banchi, nel cuore del Centro Storico di Genova.

Il terzo è stato Le parole che non ti ho detto, una conversazione con Matteo Moretti e don Marco Granara su alcuni concetti essenziali del cristianesimo, tanto diffusi quanto spesso travisati dagli stessi credenti nella loro essenza e portata, che sono stati attualizzati e chiariti rifancendosi alla loro origine (ben interpretata) nelle Scritture.

Sul concetto di dottrina, per esempio, si è sottolineata la realtà dinamica che essa ha sempre avuto nella storia della Chiesa (basti pensare al superamento del “extra ecclesia nulla salus”, “fuori dalla chiesa nessuna salvezza”), e lo snodo fondamentale che è stato l’emergere del primato della coscienza. Don Granara ha rievocato i suoi studi, prima del Concilio, sul vecchio catechismo, una formulazione completamente superata e che oggi fa sorridere; il Vangelo non corrisponde alla dottrina, il suo criterio fondamentale è che al centro vi sia la persona: questo è il freno necessario alle teologie estremiste che hanno spesso declinato il Vangelo in “dottrine” poco umane. (altro…)

Terra e pace – Centro Banchi

Una sintesi dei 3 incontri di Avvento al Centro Banchi

di Giacomo D’Alessandro

Terra e Pace

Come orientarsi in un mondo che cambia? Quali strumenti utili per un tempo complesso, irto di paure, incertezze, grandi sfide e urgenti prospettive? Cosa offrire a persone in ricerca, credenti e non credenti, in un tempo di preparazione al Natale? A partire da queste domande come Comunità di Banchi abbiamo scelto tre proposte, tre incontri che si sono svolti lo scorso dicembre nei saloni del Centro Banchi, nel cuore del Centro Storico di Genova.

Il secondo è stato Terra e Pace, per affrontare ambiente e non violenza attraverso la testimonianza dell’attivismo di una grande associazione come Greenpeace. E’ toccato a me introdurre presentando l’enciclica Laudato Si’ di papa Francesco, documento recentissimo e prezioso, riconosciuto e apprezzato da realtà di ogni provenienza sociale e politica, bistrattato e ignorato da altrettante realtà di Chiesa e non, in quanto collettore di un forte messaggio sociale, politico e anti-sistema.

Con il volontario locale di Greenpeace Andrea Sbarbaro abbiamo ripercorso alcune delle campagne a difesa dell’ambiente che Greenpeace ha sostenuto in questi anni: da quelle contro Enel per le “morti da carbone” a quelle per la pesca sostenibile del tonno, a quelle sull’uso di sostanze tossiche nei tessuti delle grandi case di moda, o dell’uso di carta proveniente da “deforestazione selvaggia” nei libri che acquistiamo comunemente. Per capire come e dove sia possibile agire, fare pressione, chiedere miglioramenti concreti e precisi, alle aziende e alle filiere produttive. (altro…)

Bergoglio e pregiudizio – Centro Banchi

Una sintesi dei 3 incontri di Avvento 2015 al Centro Banchi di Genova

di Giacomo D’Alessandro

Bergoglio e pregiudizio

Come orientarsi in un mondo che cambia? Quali strumenti utili per un tempo complesso, irto di paure, incertezze, grandi sfide e urgenti prospettive? Cosa offrire a persone in ricerca, credenti e non credenti, in un tempo di preparazione al Natale? A partire da queste domande come Comunità di Banchi abbiamo scelto tre proposte, tre incontri che si sono svolti lo scorso dicembre nei saloni del Centro Banchi, nel cuore del Centro Storico di Genova.

Il primo è stato Bergoglio e Pregiudizio (titolo che ha spopolato su Facebook), un momento di riflessione su cosa ha da dirci la figura di questo papa, tra luci e ombre. Già, perché con spirito critico sentiamo il dovere di far emergere anche le contraddizioni e le ombre del fenomeno “Francesco”, proprio in ragione di comprendere meglio la sua formazione, la sua metodologia di decisione e governo, e il suo contesto di riferimento. Ci hanno aiutato nella conversazione Francesco Cavallini, gesuita, Pietro Barabino, giornalista, Lidia Borghi, pubblicista autrice di inchieste in ambito LGBT, cui si sono aggiunti i contributi del gruppo presente.

Di papa Francesco abbiamo approfondito la formazione gesuita, improntata al discernimento, criterio che è risultato vincente anche al recente Sinodo sulla famiglia, dove ad esempio non si dice più che la dottrina vale sempre e comunque, ma che la coscienza individuale, caso per caso, discerne insieme alla comunità il percorso migliore (è il caso famigerato dei divorziati risposati). (altro…)

IL SUQ SUL FATTO – 13 – PARLARE DEL VIVERE IN CITTA’

Aspettando il quindicesimo Festival Suq delle Culture (dal 13 al 24 giugno al Porto Antico di Genova) hanno preso il via alla Loggia di Banchi gli “Incontri in Città” organizzati da Suq e Università, momenti di confronto tra operatori sociali e accademici sulle tematiche dell’urbanizzazione.
Abbiamo chiesto a Marco Aime, antropologo e coordinatore del progetto, cosa voglia dire “parlare del vivere in città” oggi.

Cosa vuol dire incontrarsi per “parlare della città”?
L’idea degli Incontri in Città è pensata su più anni. Il tema di questa prima rassegna è “Spazi, luoghi, persone” e nasce da un progetto avviato da don Virgilio Colmegna (fondatore della Casa della Carità di Milano) sul disagio in città; di lì matura una riflessione su Genova. Quello che non viene sempre fatto e che noi proponiamo è mettere a confronto uno specialista teorico e una persona che invece opera sul territorio.

E il pubblico?
Lo spirito di base è portare l’Università fuori dall’Università, a disposizione di tutti i cittadini. Spesso gli atenei non dialogano con la realtà esterna, e altrettanto spesso i cittadini, magari un po’ intimoriti, non si avvicinano neanche alle Università.

Quale concetto dell’ “altro” si vive oggi in città?
Non è il concetto di straniero. “Altro” è il senza dimora, l’omosessuale, il diverso… Mediaticamente il problema degli stranieri sembra quasi che sia scomparso. Nella città odierna tutta una certa umanità è “altra”. Uno degli obiettivi di questo laboratorio socio-accademico è, per esempio, avviare una mappatura dei senza dimora, che in molte città manca.

Genova non è una città facile da guardare nel suo insieme…
Per niente. Intanto soffre di centro storico-centrismo: abbiamo bisogno di fornire ottiche diverse, mappe diverse della città, che pur non essendo grande ha delle periferie lontanissime. Faremo l’esperimento anche divertente di come nei cittadini ci sia una percezione molto sbagliata delle distanze e della conformazione. E’ una città difficile da “immaginare”.

Il distacco tra la vita in città e il rapporto con la natura quali problemi sta causando?
Il principale oggi riguarda i bambini cresciuti unicamente in città, senza contatto con la natura. A Genova per esempio non c’è il “mare” come contatto, chi cresce qui ne ha una scarsissima percezione. Il mondo è solo quello che vedo. C’è poi un problema di recupero di spazi: tutto è organizzato, spazi urbani come cortili e piazzette una volta abitati e giocati dai ragazzini, sono oggi sempre più rari. La partita a pallone spontanea non si vede quasi più, tutto è regolato o interdetto… Curioso che invece molti di quegli spazi siano recuperati in questo senso da stranieri.

Abbiamo dei buoni esempi di urbanizzazione da tenere presenti?
Il primo che viene in mente a Genova è il Porto Antico, che ha ridato alla città uno spazio di ritrovo, di sole per gli anziani, in un’area prima brutta e chiusa al pubblico. Anche il Centro Storico oggi è assolutamente vivibile anche se fatica a scrollarsi di dosso questa immagine di “Bronx”, e mantiene un tessuto sociale vivo. Genova è complicata perché ogni volta che si interviene si lavora su una struttura molto antica. Una buona urbanizzazione è quella che ricrea le piazze come agorà, dove la gente esca. Si è assistito a una privatizzazione delle vite, se si è esce è per andare da qualcuno o a fare qualcosa, l’idea di stare fuori si è persa, la mentalità dell’incontro spontaneo è frammentata. Il paradosso è che oggi le nuove piazze sono i centri commerciali, dove però non si stabiliscono le relazioni. Quelli che erano considerati non-luoghi sono luoghi in tutti i sensi, di individualismo e consumismo. Poi ci sono le piazze digitali, che della piazza hanno la struttura ma non l’incontro, e il cui rischio è di perdere la capacità di relazionarsi.

Vi invitiamo a contribuire alla riflessione e al dibattito su queste tematiche seguendo i prossimi incontri, anche a distanza tramite i video e i tweet sulla nostra pagina Facebook e inviando le vostre foto per il concorso fotografico.Camminiamo insieme verso il 15° Suq Festival delle Culture, informazioni, eventi e laboratori su www.suqgenova.it!
(pubblicato su http://www.ilfattoquotidiano.it – marzo 2013)

ERNESTO OLIVERO A GENOVA, UNA TESTIMONIANZA CREDIBILE

“Molti mi hanno detto stupiti: come hai fatto a far venire Ernesto Olivero? Glie l’ho semplicemente chiesto”. Così don Giovanni Benvenuto, da poco arrivato nella parrocchia dello Spirito Santo a Sestri Ponente, ha aperto la serata di venerdì 5 aprile scorso di fronte a oltre duecento persone provenienti da tutte le parti di Genova, in occasione dell’incontro con il fondatore del Sermig – Arsenale della Pace di Torino, una delle personalità ecclesiali più significative del nostro Paese.
In un clima disteso e amichevole, con la semplicità e la serenità che lo contraddistinguono unitamente alla Bibbia sempre sotto braccio, Ernesto, laico e padre di famiglia, ha raccontato l’avventura del Servizio Missionario Giovani (Sermig appunto) dal lontano 1964 a oggi, con la scoperta dell’arsenale abbandonato e la lunga lotta per averlo in uso, rimetterlo a posto, trasformarlo in luogo di pace, formazione, servizio, assistenza. In questo luogo negli anni è cresciuta una fraternità di ragazzi, ragazze, famiglie, che attorno ai principi originari (l’ambizioso obiettivo di togliere la fame dal mondo, di fare “il bene fatto bene”) ha dato vita ad attività sociali e di missione, di accoglienza dei giovani, di dialogo e cultura per la cittadinanza, di testimonianza cristiana.
Ad accompagnare la serata un video, tra quelli realizzati dal Sermig, che ne raccoglie i numeri e l’operato di tutti questi anni, e due canzoni del laboratorio musicale che con grande professionalità ed efficacia trasforma i testi di Olivero in pezzi da far girare su Internet o nelle attività coi giovani, che trasmettono messaggi di speranza. “Dipende da noi”, questo tiene a sottolineare Ernesto: il Sermig non è un modello unico e irraggiungibile, ma solo la prova che se un gruppo ha fiducia, speranza e ingegno può fare l’impossibile. Alcuni ingredienti fondamentali, che potrebbero aiutare secondo lui tutta la Chiesa a rinascere, sono la coerenza, la trasparenza e la partecipazione. Coerenza in uno stile di vita semplice, secondo il Vangelo, che renda i responsabili alla portata di tutti, a servizio di tutti e non dei privilegiati. Trasparenza per esempio nei bilanci delle parrocchie (“se sapremo rendere conto del bene fatto, non avremo neanche più bisogno dell’8 per mille, perché ogni persona darà il suo contributo alla comunità”). Partecipazione, perché oggi laici e donne non sono ancora abbastanza coinvolti nella Chiesa: dal Conclave alle parrocchie, occorrono comunità miste e rappresentative; realtà aperte 24 ore su 24 a chi ha bisogno, capaci di formare i giovani a essere persone oneste e giuste nella politica come nella famiglia e nel lavoro.
La serata è un viaggio continuo tra l’avventura di Ernesto, i suoi aneddoti, gli interventi e le domande dei giovani, che sfiora tutte le sfide della fede e della Chiesa oggigiorno: come essere credibili? Come annunciare, ma anche abbeverarsi di nuovo? Come vivere da persone normali nel mondo, interessate e impegnate di fronte alle questioni politiche, sociali, umane, relazionali, lavorative? Domande che hanno toccato in profondità anche gli oltre 11 milioni di giovani passati per il Sermig fino ad oggi. Molta preghieraquotidiana, molta attenzione a fare quello che si dice: questa l’esperienza di Ernesto Olivero, un piccolo uomo con una storia grande e ricca di sorprese di Dio, che continua a camminare in mezzo alla gente, come uno qualunque, Bibbia sottobraccio e occhi timidi, sorriso pronto ancora una volta a dare speranza per un mondo come noi lo vogliamo.
(inviato a Il Cittadino – aprile 2013)

SIMBOLI, ARTE, SPIRITO. JEAN-PAUL HERNANDEZ SJ A GENOVA

sabato 4 maggio
parrocchia di Castelletto, Genova
due incontri-conferenze aperte con
JEAN PAUL HERNANDEZ
gesuita, esperto di storia dell’arte 
e animatore delle attività artistico-spirituali dei Gesuiti italiani tra cui “Pietre Vive”
ore 9’30 Simboli fondamentali dello spazio sacro cristiano
ore 11 Barocco e spiritualità ignaziana

A cura dei Gesuiti di Genova.

QUALE NUOVA POLITICA? GUIDO FORMIGONI A GENOVA

lunedì 22 aprile 2013
 presso la sala della Società Ligure di Storia Patria

Genova, Palazzo Ducale, atrio lato piazza De Ferrari


QUALE NUOVA POLITICA?

incontro con Guido Formigoni

docente di storia contemporanea Università di Milano

che nell’occasione presenterà l’Associazione COSTITUZIONE CONCILIO CITTADINANZAPer una rete fra cattolici e democratici (www.c3dem.it) e le sue finalità di formazione culturale e di promozione dell’impegno sociale e politico.
A cura di Agire Politicamente, Centro E.Mounier, Circolo Culturale Aldo Moro.

ERNESTO OLIVERO INCONTRA LA CHIESA DI GENOVA

Sogno un conclave dove ci siano anche laici, donne, coppie.
Sogno una Chiesa scalza“.

Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, è uno dei “Vescovi di fatto” che abbiamo in Italia, secondo i requisiti richiesti alle origini del cristianesimo: essere riconosciuti dalla comunità, essere buoni padri di famiglia, essere primus inter pares, vivere l’autorità come servizio.
Incontrarlo venerdì 5 aprile scorso a Sestri Ponente, invitato da don Giovanni Benvenuto, è stato bello.

(le foto sono della Parrocchia dello Spirito Santo)

GIUSEPPE FLORIO A GENOVA SUL TEMA "DIO O MAMMONA?"


domenica 7 aprile 2013 ore 9’30
Convento di San Barnaba

DIO O MAMMONA?

riflessione alla luce del Vangelo con
GIUSEPPE FLORIO
già Piccolo Fratello di Charles De Foucauld, fondatore di Progetto Continenti ONG

La crisi che stiamo attraversando ci impone di riflettere sulle sue  cause…
Gli scandali e la corruzione hanno occupato molto spazio nell’informazione, ma il veleno
che sta nella pancia di questa crisi viene da molto lontano e da decenni la nostra economia è “malata” e drogata da una finanza senza regole. […]  
Cercheremo di esplorare perché Gesù di Nazareth è stato così radicale nei confronti della
ricchezza e del denaro. […] Poteva Gesù dire alla sua gente che moriva di stenti e malattie..di guardare i corvi e i gigli del campo?
Giuseppe Florio


DOVE
Piazza San Barnaba sotto la zona Righi/Oregina
Info Papi Penco 3284720718 – 010/8604962

LETTERA AL VESCOVO BAGNASCO PER IL PROSSIMO CONCLAVE

La lettera è uscita anche su Adista – Segni nuovi n. 9/2013
E’ stata da me consegnata in Curia di Genova il 27 febbraio mattina, consapevole dei tempi stretti e ignaro delle date precise di inizio congregazioni/Conclave. Al di là del riscontro contingente, può essere un segnale incoraggiante e disponibile per occasioni future. Non è stata messa online prima dell’inizio del Conclave per non dare l’impressione di cercare qualsivoglia pressione mediatica sul Vescovo Bagnasco e sulla sua eventuale risposta. G. D’A.
Caro Vescovo Angelo,
dopo il tempo prescritto dall’inizio della sede vacante del pontificato, il prossimo 28 febbraio, sarà chiamato insieme ad altri cardinali da tutto il mondo a partecipare al Conclave da cui uscirà il futuro successore di Pietro. Soltanto voi, di tutta la Chiesa universale, avrete l’onere e l’onore di proporre e votare in assemblea la persona che diverrà il prossimo Papa.

Come membri della comunità ecclesiale di Genova, città cui è stato inviato come pastore, avremmo il desiderio di incontrarla per un confronto libero e costruttivo su quello che per ciascuno di noi è lo stato della Chiesa e dunque sui criteri che secondo ciascuno dovrebbero guidare questa grande scelta che tocca tutti. Sarebbe un momento significativo in cui raccogliere le voci dei tanti, donne e uomini, laici e religiosi, che nella comunità ecclesiale sono impegnati a vari livelli.

Ci chiama infatti il Concilio Vaticano II nell’affermare che “i laici, radunati nel popolo di Dio e costituiti nell’unico corpo di Cristo sotto un solo capo, sono chiamati chiunque essi siano, a contribuire come membra vive […] all’incremento della Chiesa e alla sua santificazione permanente. […] Sia perciò loro aperta qualunque via affinché, secondo le loro forze e le necessità dei tempi, anch’essi attivamente partecipino all’opera salvifica della Chiesa. […] Secondo la scienza, competenza e prestigio di cui godono, hanno la facoltà, anzi talora anche il dovere, di far conoscere il loro parere su cose concernenti il bene della Chiesa.  […]I pastori, da parte loro, riconoscano e promuovano la dignità e la responsabilità dei laici nella Chiesa; si servano volentieri del loro prudente consiglio, […] anzi li incoraggino perché intraprendano delle opere anche di propria iniziativa” (Lumen Gentium, IV).

Arricchito dalle molte sensibilità e dai molti contributi di ciascuno, lei potrà partecipare al Conclave da vero rappresentante dei sentimenti della Chiesa che è in Genova, riguardo a quale sia la figura più adatta per il nuovo Papa. E la comunità potrà seguire questo passaggio storico sentendosi partecipe e responsabile insieme al suo Vescovo.
Inoltrandole la serena e sincera richiesta di questo incontro, che potrebbe essere – se lei ritiene –  anche un consiglio pastorale diocesano aperto, le auguriamo buon cammino.

Giacomo D’Alessandro, 22 anni


Altre firme (51)


Matteo M. 30

Paolo N. 21

Fabio D. 24

Daniela S. 22

Chiara C. 21

Valentina B. 19

Alessandro R. 24

Roberto C. 63

Dedo C.

Santina R.

Maria Rosa Z.

Agnese C. 19

Assunta M. 67

Francesco C. 28

Aurora M. C. 67

Anna Dea L’A. 63

Angelo C. 60

Roberto D’A. 51

Valerio R. 23

Angelo C. 61

Marco M. 40

Stefania P. 39

Angelo C. 50

Paolo G. 48

Anna R. 52

Massimo U. 52

Vilma B. 52

Simone B.

Maurizio R.

Antonella V. 48

Federica M. 49

Andrea T. 48

Andrea F. 47

Graziella D. R. 60

Tina C. 60

Marta D. 23

Sandro M. 47

Andrea B. 46

Stefano B. 48

Andrea B. 46

Luigina B. 47

Giulia F. 20

Roberta B. 45

Davide P. 30

Edison L. 27

Fabio D’A.

Silvia L.

Matteo M. B. 20

Angelo T. 22

Claudio A. 48

Ulderico F. 24