Categoria: musica

I LINGALAD E LE STORIE DE "LA LOCANDA DEL VENTO"

LINGALAD AL NIDABA THEATRE, CELTIC FOLK PER RACCONTARE LA NATURA D’ITALIA
Hanno messo in musica le poesie de Il Signore degli Anelli. Oggi i Lingalad girano l’Italia cantando le melodie della natura, le storie e i luoghi dei villaggi e dei boschi che il nostro tempo sembra aver dimenticato
MILANO – Cantare di boschi, colline, elfi e stregoni in piena Milano può sembrare fuori luogo. Non così per i Lingalad, la band fondata dal musicista lombardo Giuseppe Festa, che la sera del 6 aprile al Nidaba Theatre hanno portato in scena le loro storie. Un viaggio che intreccia poesie di Tolkien, autore de Il Signore degli Anelli, messe in musica da Festa a fine anni ’90 e già ampiamente elogiate fin da Priscilla Tolkien, ultima figlia del maestro, con racconti scovati in giro per l’Italia, nei paesini e nelle campagne, piccole testimonianze di un mondo naturale oggi dimenticato ma che ha tanto, ancora, da insegnare e da dire all’uomo, innanzitutto per la sua crescita personale.
   All’album di esordio Voci dalla Terra di Mezzo (1999), era seguito infatti Il Canto degli Alberi, musiche e melodie strumentali nate in un viaggio nel parco naturale di Abruzzo e Molise. Nel 2004 arriva Lo Spirito delle Foglie, dove prende forma il sound celtic folk dei Lingalad, attraverso canzoni in cui ogni elemento naturale “parla, racconta” al viandante che sa e che vuole ascoltare. Dopo un dvd pittoresco e anche divertente, I sentieri di Lingalad, contenente concerti dal vivo, video e foto del percorso di Festa (chitarra, flauti, voce), Ardizzone (basso), Parato (percussioni) e Morlotti (chitarra, strumenti antichi), siamo all’ultima uscita, quella de La Locanda del Vento (2009), “un luogo dove si incontrano storie”. Davanti al pubblico del Nidaba, Giuseppe introduce quella di Toni Il Matto, scalpellino tornato dalla Prima Guerra Mondiale, ritiratosi dal mondo nella sua casa di pietra piena di passaggi segreti, dato per pazzo da tutto il paese, e che venne ucciso da una retata dei tedeschi agli inizi del secondo conflitto, proprio mentre cercava di fuggire per le sue gallerie.
All’attivo di Festa anche un romanzo, I boschi della Luna, uscito nel 2007, ed uno di prossima uscita, che si intitolerà Il Passaggio dell’Orso. Un sentiero, insomma, ricco e appassionato, che tra musiche e parole porta alla riscoperta del viaggio nella natura, coi suoi incontri, coi suoi racconti di tempi vecchi e nuovi. E’ possibile accostarsi a questo cammino sul sito del gruppo (www.lingalad.com) dove si trovano anche le date dei prossimi concerti, per immergersi nuovamente nell’autentico significato elfico del loro nome: Lingalad, il “canto degli alberi”.
(aprile 2011 – www.milano.mentelocale.it)
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TORNARNO I RHAPSODY CON LA POTENZA DEGLI ANGELI

Rhapsody of fire: il nuovo album è ‘The frozen tears of the angels’
Tornano sulle scene dopo più di due anni. Un nuovo capitolo rhapsodiano della The dark secret Saga. Dallo screaming alla sinfonia melodica

Dopo una lunga e (per i molti fan sparsi in tutto il mondo) preoccupante pausa durata più di due anni e mezzo, i Rhapsody of fire tornano sulla scena. Immagine quanto mai adeguata per una band la cui musica è stata ultimamente ridefinita film score metal o epic hollywood symphonic metal. I triestini Fabio Lione (voce), Luca Turilli (chitarre, composizioni) e Alessandro Staropoli (tastiere, composizioni, arrangiamenti), affiancati ormai stabilmente da Alex Holzwarth alla batteria e Patrice Guers al basso, erano improvvisamente scomparsi dopo l’uscita, nel 2007, del loro primo dvd live Visions from the enchanted lands, con la vaga giustificazione di essere stati impegnati in una causa legale con la loro casa discografica, la Magic Circle Music.
Dai siti ufficiali poco o nulla aggiornati, un lungo silenzio che ha lasciato i fan senza aggiornamento per diverso tempo. «Abbiamo pronto il nuovo album, ma non possiamo fare o dire nulla per la causa legale in corso». Poi, la risurrezione. Verso dicembre 2009 una nuova homepage del sito ufficiale http://www.rhapsodyoffire.com titola Rhapsody of Fire are finally back. E non c’è più alcun dubbio sul futuro della band, che a detta della rivista polacca Hard Rocker credeteci o no: sono più forti che mai.  
È la Nuclear Blast la nuova etichetta con cui esce in questi giorni The frozen tears of the angels, ultima fatica dei Rhapsody nonché nuovo episodio della The dark secret Saga; alla casa discografica, di fama mondiale per essere la produttrice di celebrità del rock/metal come Nightwish, Edguy e Blind Guardian, i triestini sono approdati per un rilancio col botto, che hanno voluto ampiamente anticipare sul loro sito web: annuncio del ritorno, annuncio del nuovo album, tracklist in anteprima, recensioni di riviste e siti da tutto il mondo, nuove magliette per il web shop, e piccoli assaggi dall’album.
È il caso di Sea of fate (scaricabile gratuitamente), ottima canzone di riconoscibilissimo stile Rhapsody, ma con qualche punta di innovazione, tanto nei ritmi di batteria quanto nell’uso delle straordinarie vocalità di Lione. Si intuisce uno spazio maggiore per i veri e propri assoli di basso di Guers, preannunciati dalle sorprendenti performance live del 2007 in Canada, ma anche un ritorno degli storici assoli di tastiera di Staropoli, rimasti del tutto fuori nel precedente Triumph or agony. Pochi giorni prima dell’uscita viene rilasciato anche un estratto di Reign of terror, acquistabile su iTunes, mercato virtuale dove anche i Rhapsody sono dunque sbarcati.
Tra le recensioni in inglese pubblicate sulla homepage del sito, si leggono commenti entusiastici di chi giudica The frozen tears of the angels un apice della band per la forza, la sinfonia e la varietà con cui è ben costruito. A detta di alcuni, comparabile a Symphony of Enchanted Lands – part I, il più famoso album della band, risalente a metà anni ’90. Niente rivoluzioni, com’era prevedibile, ma una possente e imperdibile conferma del ruolo di maestri dell’epico e sinfonico metal, un altro gioiello da incastonare nel mondo che essi stessi si sono creati in questi vent’anni di attività: musiche registrate con orchestre e cori, testi tratti da una lunga, fantastica ed epica saga di cui Turilli è il creatore, e i cui racconti cartacei accompagnano ogni nuova uscita, veri e propri attori coinvolti in quella commistione di musica e cinema che contraddistingue le mastodontiche suite di ogni album (clamorosa la collaborazione di Christopher Lee e di sua figlia sia come voci narranti sia nel canto), testi inglesi impreziositi sapientemente da parti in latino e in italiano, per culminare nelle incredibili potenzialità canore di Fabio Lione, che passa come d’incanto dallo screaming dello speed metal al baritono della sinfonia melodica.
Danza di fuoco e di ghiaccio, titola la traccia in italiano di questo nuovo capitolo rhapsodiano. Una danza che ha di nuovo i suoi protagonisti, tutta da scoprire tra le insidie e le meraviglie delle Terre Incantate.

(www.mentelocale.it – 21-04-2010)