Categoria: politica

Satira, tutte le puntate de L’Opinionista

 

Una satira spontanea sull’opinionismo, il mestiere dominante tra sedicenti politici, sedicenti giornalisti e sedicenti cittadini, di cui i nostri media, dalla nauseabonda tv ai soffocanti social network, sono impregnati fino al midollo. Siamo tutti opinionisti, perché abbiamo sempre scelto di essere tutti dei tifosi, e non dei protagonisti. Sproloquiamo sul nulla, pratichiamo il niente, e siamo contenti, sazi (e irrilevanti) così.

Da un’idea di Giacomo D’Alessandro. Interpretazione e improvvisazione di Stefano Rossi. Location casuali. Temi di spessore.

#1 La minaccia dei fosfati / marzo 2016

#2 L’oppressione energetica / aprile 2016

#3 Il fattore precoce / aprile 2017

#4 Il dispiacere del balocco / novembre 2017

 

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Sound of Change. 13 ottobre 2017 Mercato del Carmine, Genova

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Ex-OtagoFree ShotsLuke & The LionBacci Del Buono suonano per Sound of Change.
Non è solo una serata gratuita con alcuni tra i migliori artisti genovesi.
Sound of Change è il nostro modo di lanciare un messaggio di solidarietà e accoglienza a chi fugge da guerre e persecuzioni.
E vogliamo farlo suonando, cantando e dando a tutti la possibilità di compiere tre azioni concrete per un’integrazione più umana:
• Firmare la legge popolare #EroStraniero per migliorare l’accoglienza diffusa e l’integrazione.
• Diventare volontari nei progetti di inclusione, donate qualche ora del vostro tempo.
• Mettere a disposizione una stanza o una casa per ospitare temporaneamente un rifugiato.
L’accoglienza non è un optional, e noi possiamo riscriverla dal basso, agendo ora!

*** Ingresso libero ***

Sound of Change è un concerto a favore dell’accoglienza che nasce da un gruppo di giovani attivisti genovesi, coordinato da Giacomo D’Alessandro ePietro Mensi. E’ realizzato a titolo volontario da tutti coloro che vi collaborano, e reso possibile dalla partecipazione gratuita di alcuni tra i migliori musicisti genovesi.
Al pubblico chiediamo 3 semplici azioni per cambiare l’accoglienza dei rifugiati e per #restareumani:

1. conoscere e firmare la proposta di legge popolare Ero straniero – L’umanità che fa bene, promossa a livello nazionale da Radicali Italiani, Casa della Carità, ACLI, ARCI, Centro Astalli, CISG, A buon diritto, ASGI, CNCA. La legge incentiva l’accoglienza diffusa in piccoli numeri e semplifica l’integrazione favorendo l’accesso al mondo del lavoro e ai servizi primari.

2. iscriversi come volontari ad attività di accoglienza, integrazione e inclusione sul territorio genovese, conoscendo chi le promuove.

3. aderire a progetti di “accoglienza diffusa” promossi da Refugees Welcome Italia e AirBnb, mettendo a disposizione una stanza o una casa per ospitare un richiedente asilo.

In un momento storico in cui l’accoglienza è oggetto di tensioni, demagogie ma soprattutto mancanza di visione, vogliamo cambiare il clima di paura e diffidenza dando vita ad un momento di socialità e condivisione, trainato dalla performance artistica di alcuni tra i migliori esponenti genovesi della musica italiana. Senza prestare il fianco a polemiche o slogan, proponiamo opportunità concrete di costruire dal basso un’esperienza diversa, autentica e positiva di accoglienza. Dando il segnale che a Genova c’è un mondo, a partire dai giovani, intenzionato a coinvolgersi e fare la sua parte di cittadinanza attiva con serenità, impegno e lungimiranza.
L’iniziativa è apartitica, aperta alle adesioni del mondo culturale, artistico e associativo.

A fuoco il campo Rom di Scampia

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NAPOLI – Brucia da ormai otto ore l’area dei campi rom di via Cupa Perillo, a Scampia, periferia nord di Napoli. Dalle prime versioni e dalle voci degli abitanti – fuggiti dal campo cercando di salvare vestiti e utensili stipandoli nelle macchine – il fuoco è partito da un contadino che su un terreno adiacente stava bruciando alcune sterpaglie. Secondo un’altra versione avrebbe preso fuoco una vettura, sempre fuori dal campo. La vegetazione secca per la siccità, i cumuli di rifiuti e il vento hanno fatto il resto, allargando le fiamme al campo rom e distruggendo diverse capanne e baracche.
Gli abitanti sostengono che non ci sono vittime nè feriti, ma che il rischio è stato grande: nei due campi (uno attrezzato dal Comune e uno abusivo, presenti da oltre 30 anni) vivono circa 700 persone tra cui molti sono bambini e ragazzi. L’incendio ha fatto esplodere anche diverse bombole di gas.

In via Cupa Perillo, nei pressi della ludoteca Il Giardino dei Mille Colori, le famiglie rom si mescolano ai curiosi di passaggio, alle forze di polizia e al viavai delle camionette dei Vigili del Fuoco, sulle cui tempistiche di intervento si sollevano già le prime polemiche. Ma il contesto è ben più teso: il 17 luglio scorso, sulla scia delle proteste per i ripetuti roghi di rifiuti, un’ordinanza della Procura della Repubblica ha messo sotto sfratto entro l’11 settembre un numero imprecisato di famiglie, con minaccia di sgombero del campo.
Il Comitato Campano con i Rom, animato dai padri Alex Zanotelli (comboniano) e Domenico Pizzuti (gesuita), si adopera da anni per aprire un tavolo con le istituzioni in attuazione della normativa europea per il superamento dei campi e l’inclusione di rom, sinti e camminanti.

A fronte del rischio di sgombero delle famiglie residenti da 30 anni nel quartiere, integrate nelle scuole, nel lavoro, nelle attività educative, è nato il Comitato Abitare Cupa Perillo, un percorso collettivo che include gli abitanti dei campi, le associazioni e i soggetti socialmente attivi nel quartiere, e che ha svolto due assemblee pubbliche di mediazione per chiedere la cessazione dei roghi ma anche per contrastare il metodo dello sgombero in assenza di alternative abitative.
L’estensione dell’incendio è comunque sospetta, e sembra confermato che il fuoco è partito da punti diversi attorno ai campi. “Può non sembrare casuale, proprio nel momento in cui si stava lavorando per gestire pacificamente l’abbandono dell’area, mentre altri soggetti invocano soluzioni ben più drastiche” afferma padre Domenico Pizzuti, in strada tra le famiglie sfollate. Ed effettivamente, l’incidente sembra troppo casuale per esserlo davvero. Nel frattempo ci sono famiglie con bambini anche molto piccoli che si ritrovano senza casa e senza più effetti personali.

Quando venne la guerra (LiguriTutti)

di Egidio D’Alessandro*

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Caro Giacomo, prima della guerra era usanza che i ragazzi nelle vacanze estive venissero mandati in bottega a imparare alcuni mestieri, così da facilitare la ricerca di un lavoro una volta finiti gli studi. Per le famiglie era importante che i figli imparassero a contribuire alle spese domestiche. Così iniziarono i miei primi impieghi.

La prima volta fui mandato in una latteria dove, per la tenera età e la piccola stazza, arrivavo appena al bancone; lavavo le tazzine e portavo i caffè nei negozi vicini. Nell’estate del 1940 facevo le consegne per un panificio, e l’anno dopo ancora andavo al Politeama Genovese a vendere caramelle, gelati, bibite e cioccolata, durante l’intervallo e alla fine dello spettacolo. Lavorai poi in Piazza Portello nella valigeria Tinelli, che ora è stata sostituita da un moderno negozio di tecnologia; facevo le pulizie e consegnavo alcune ordinazioni. Ma nel frattempo era scoppiata la Seconda Guerra Mondiale.

Vennero tempi duri per tutti. Dopo un mese cominciò a rivelarsi l’assurdità di quella guerra contro le potenze straniere. I generi alimentari mancavano sempre più, e vennero consegnate delle tessere con tot bollini che servivano per comprare 150 grammi di pane al giorno a persona. Per gli altri generi erano consentiti pochi grammi a testa, e imparammo a conoscere la fame. Intanto i dirigenti del partito fascista raccoglievano la maggior parte dei viveri e li nascondevano in cantine o magazzini.

Erano stati censurati i giornali oppositori, e i politici che non assecondavano il regime erano stati esiliati oltre confine.

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Fascismo? Il male vero è l’indifferenza (LiguriTutti)

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Al fascismo si arriva attraverso l’indifferenza. In questo momento storico temo particolarmente gli indifferenti, perché lasciano in ombra i “migliori” e danno spazio all’emergere dei “peggiori”. Sebbene il Potere cosiddetto sia ormai chiaramente nelle mani di élite globali economico-finanziarie, e la Politica non abbia più (se mai lo ha avuto) quel potere di intervento strutturale su tutti gli ambiti del vivere, nonostante ciò lasciare il campo a chi grida e sgomita più forte, più selvaggiamente, offre su un vassoio d’argento una bella fetta di potere. Quella che era la delega politica si trasforma nella rinuncia alla selezione, la cui giustificazione è che tanto “non cambia nulla, sono tutti uguali”. Quello che accade è esattamente il contrario: la scusa del sono tutti uguali tradotta in non-scelta offre la fetta di potere ai peggiori urlatori, al relativamente piccolo concentramento di arrabbiati attivi, che si ritrovano apparente maggioranza.
Sono abbastanza convinto che gran parte delle persone in qualsiasi civiltà preferiscano una vita quieta e serena ad una situazione di tensione e incertezza. Ma pare ciclico che alcune masse scivolino nell’indifferenza politica e civica, senza tradurre più questa preferenza nella sfera istituzionale; così come pare ciclico che altre masse scivolino nella rabbia qualunquista delle soluzioni semplicistiche e irreali, del supporto fanatico ai meno credibili e meno capaci. In una situazione del genere, le risposte articolate e impegnative di una certa lungimiranza su ciò che affligge la società, sembrano diventare totalmente impraticabili, eversive o utopistiche, quando invece sarebbero le uniche da praticare con costanza e fiducia. Neanche i fatti, i risultati e le statistiche contano più, su tutto domina l’estetica, la percezione, la narrazione (ecco alcuni caratteri del fascismo che si reincarnano dominanti)…

Non regaliamo Genova ai leghisti

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Domenica 25 giugno puoi lasciar cadere la città di Genova nelle mani dei leghisti e dei loro amici, il peggior berlusconismo ancora in vita in Italia, come sta dando prova la Regione di Toti. Oppure puoi sentire un briciolo di decenza e dignità e #alzareilculo perché questo non succeda. Forse non te ne frega niente, forse ritieni che come andrà a finire poco o nulla cambierà. Sbagliato. Non possiamo ottenere il meglio possibile (e di questo hanno colpa in parecchi), ma almeno non lasciamoci cadere nel peggio del peggio.
Questo evento è un appello e una sfida: invita almeno 10 amici che sono andati a votare e 10 ai quali secondo te non frega un cazzo della politica e del voto. Convinciti e convinci ad #alzareilculo almeno questa volta per evitare di consegnare la città al becerume trumpiano di troppi consiglieri leghisti e affini. Poi faremo i conti a muso duro con chi governerà per alzare al massimo il tasso di rinnovamento e discontinuità. Ma intanto salviamo la pelle a questa Genova di cui siamo parte.
Parola d’ordine #alzareilculo, senza troppi giri di parole.
Facciamolo girare questo evento.

[l’evento FB dedicato ha raccolto in pochi giorni quasi 2000 partecipanti e oltre 10.000 persone invitate, oltre a decine di commenti e 4 menzioni sui giornali]