Categoria: politica

La disobbedienza di Cedric Herrou – Gli Asini

di Giacomo D’Alessandro – Gli Asini – agosto 2018

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Se n’è sentito parlare tante volte. Cedric arrestato. Cedric denunciato. Cedric passeur. Ora persino protagonista di un documentario a Cannes. Cosa ci dice l’interesse attorno alla quotidianità di un giovane contadino della Val Roya? Cosa affascina, cosa indigna di questo personaggio e della sua costante reazione al transito di migranti sulla frontiera militarizzata Italia-Francia?

Primo. Cedric Herrou è un agricoltore e fa l’agricoltore. Si ha l’impressione che questa scelta di vita lo abbia reso più libero e pragmatico nell’aprire le porte della sua casa ai richiedenti asilo, e nel cercare soluzioni con loro. Si vede che è una persona abituata a vivere lo spazio reale, a sporcarsi le mani, a calcare ogni giorno il territorio rendendosi conto di ciò che accade. E ad avere poco, ad accontentarsi dell’essenziale.

Secondo. Cedric Herrou non è un “cane sciolto” in cerca di visibilità. E’ parte di una rete civica che si è data il nome di “Roya Citoyenne”, attiva sul confine Italia-Francia e a Ventimiglia, dove fornisce pasti serali con l’aiuto di volontari da tutto il mondo. Alimenta consapevolmente un processo politico territoriale.

Terzo. Cedric ripete di continuo la sua convinzione di non aver violato la legge, ma anzi di agire per combattere le ripetute violazioni della legge, che vedono le forze dell’ordine respingere i migranti in Italia, spesso anche i minori già identificati come tali, impedendo la consegna delle richieste di asilo. Si pone quindi come obbiettore di leggi ingiuste o della non applicazione di leggi giuste…

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Nove articoli su laGuardia

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NON E’ UNA CHIESA PER GIOVANI. La sfida del Sinodo – leggi

aprile 2018 | «Qualcuno pensa che sarebbe più facile tenervi “a distanza di sicurezza”, così da non farsi provocare da voi». Come sempre papa Francesco non ci gira attorno, lo dice in faccia ai 300 giovani convocati a Roma per il pre-Sinodo: stiamo tentando una sfida difficile, che trova resistenze nella società e nella chiesa.

+ una selezione del discorso di Papa Francesco al Pre-Sinodo

+ una selezione del documento finale del Pre-Sinodo


AGENDA 2030. E tu cosa puoi fare?leggi

marzo 2018 | L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma con 17 obiettivi per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi dell’ONU. Una nostra infografica li raccoglie tutti e propone alcune azioni che possiamo cominciare da subito nel nostro piccolo.


RIABILITIAMO LA SPERANZA. Intervista al gesuita counselor Vittorio Soana – leggi

febbraio 2018 | Vittorio Soana è un gesuita e un counselor. A Genova lavora da 20 anni per accogliere e accompagnare persone, coppie e gruppi in un percorso di crescita, di uscita da situazioni di disagio interiore. Ci racconta l’avventura del Centro Counseling dei Gesuiti di piazza Matteotti.


DON RENZO, PASTORE CHE NON PASSA – leggi

ottobre 2017 | In questi dieci anni dalla sua scomparsa mi è capitato spesso di incappare in don Renzo Ghiglione. Che fosse tra le cime della Val Maira, durante le attività sociali della Piuma onlus, chiacchierando di emergenze pastorali con qualche prete, o ancora ricevendo la testimonianza di qualche amico immigrato dell’est.


VIVERE LA FEDE IN SUD AMERICA – leggi

settembre 2017 | Due mesi di viaggio “on the road” tra Colombia, Ecuador e Perù. Un itinerario a tappe lungo migliaia di chilometri, oltre 200 ore di bus popolari, in visita a meraviglie della natura, culture indigene, progetti sociali e ambientali, di uno dei continenti più interessanti e vivaci per la sua storia recente.


PRIMA DI TUTTO CERCATE. Come nasce il libro di don Marco Granara – leggi

febbraio 2017 | Raccoglie il meglio delle risposte ai lettori firmate da don Marco sui numeri de laGuardia negli ultimi 5 anni. Ben 100 pillole sui più svariati temi di attualità, fede, politica, chiesa, società. Utili per riflettere da soli o in gruppo, per discutere, reagire, costruire in un tempo difficile.


MURI O PONTI. A chi presti il fianco? – leggi

gennaio 2017 | Il famoso “Ti farò pescatore di uomini” di Gesù a Pietro si potrebbe oggi parafrasare in “Ti farò costruttore di ponti”, dal momento che i muri sembrano essere uno dei temi caldi dell’anno appena trascorso. Eh già: il 2016 ha portato con sé una spiacevole panoramica a riguardo.


DIMMI COSA COMUNICHI E TI DIRO’ CHI SEI – leggi

novembre 2016 | Siamo nell’era dell’informazione e della comunicazione, come si suol dire, e spesso non ne possiamo più: troppe notizie, troppi stimoli, troppe “bufale”, troppe energie da perdere in mondi virtuali, o in dibattiti contorti quanto irrilevanti. Ma è possibile un uso positivo degli strumenti di comunicazione?


COSA RESTA DEL GIUBILEO DI FRANCESCO? Intervista a padre Paolo Diral – leggi

novembre 2016 | Quando si è ridotta la Chiesa a simboli, norme e riti autocelebrativi, quando – spesso anche da parte dei pastori – si è scelto di puntare su adunate autoreferenziali di affermazione del culto stesso (scambiandolo per lode a Dio), non si è testimoniato Gesù nell’ottica che questo Giubileo intendeva.

Caro Sindaco, conosce Forte Tenaglie? – LaPiuma

di Giacomo D’Alessandro, Emilio Parodi*


forteChi parla del Forte Tenaglie come di un vuoto rudere, senza citare l’enorme lavoro che in questi anni lo ha già reso fruibile alla cittadinanza e a progetti sociali, o è in malafede o non sa di cosa parla. E se è vero, come riporta oggi Stefano Origone su Repubblica, che parlando di riqualificazione dei forti il Sindaco Marco Bucci avrebbe messo sullo stesso piano Begato, Puin, Tenaglie e Sperone, sarebbe forse l’ora che il primo cittadino rispondesse ad uno degli inviti che abbiamo fatto nei mesi passati e venisse a conoscere di persona la situazione. Per rispetto dei molti elettori (anche suoi senza dubbio) che ogni settimana salgono al Forte in virtù di uno dei tanti progetti che lo hanno rianimato, ma anche per rispetto delle decine di professionisti, volontari e operatori privati e pubblici che in questi ultimi 8 anni vi hanno lavorato, spesso a titolo gratuito, in nome di una visione e di un sogno collettivo: dare casa e famiglia a minori in affido, e restituire il Forte alla città di Genova con una pluralità di iniziative.

Che sia di un giornalista o di un esponente delle istituzioni, la disattenzione ci innervosisce non poco: siamo stanchi di decenni di parole, articoli, annunci, sopralluoghi, funivie, teleferiche, cremagliere, emiri con supermega finanziamenti, soldi buttati al vento. Vogliamo parlare del disastro del Begato, ristrutturato a suon di milioni e poi lasciato ai vandali senza alcuna visione? Per quanto riguarda il Forte Tenaglie, il progetto “Forti/e insieme!!!” de La Piuma onlus lo ha riportato alla luce in tempi brevi dopo cinquant’anni di totale abbandono e chiusura. Basta una chiamata agli uffici competenti del Comune di Genova per averne cognizione. Già da qualche anno vi si realizzano visite guidate per la cittadinanza, giornate conviviali per le famiglie, incontri e raduni di associazioni, attività educative, appuntamenti artistici. Già da qualche anno vi dimora la Casa Famiglia, accreditata presso lo stesso Comune. Vi lavorano in un’atmosfera famigliare soggetti fragili da vari ambiti del sociale, oltre a tantissimi volontari da tutta la città. Grazie alla nuova gestione, il Forte è entrato con naturalezza in tutte le manifestazioni cittadine legate al rilancio del Parco delle Mura, e ancora lo farà quando possibile. Nè si ferma la progettualità, le raccolte fondi, il contributo di professionisti per raccontarne il valore e portarne avanti il recupero, zona per zona, progetto per progetto. Un’esperienza unica nel suo genere, trainata da una precisa formula di recupero, ben diversa dall’approccio utilizzato negli anni per altre strutture cittadine e delle mura, e che consegna oggi a Genova un altro fiore all’occhiello che altrimenti starebbe ancora marcendo, destino piuttosto diffuso in questa città.

Altro che “Più lontana, ma comunque fattibile in tempi relativamente brevi, la valorizzazione degli altri tre: Tenaglia…” come scrive Stefano Origone! Il Forte Tenaglia è, adesso, anzi, da 8 anni a questa parte, una realtà!

Caro Sindaco, la aspettiamo volentieri per condividere lo stato dell’arte e i progetti futuri, ben disposti a collaborare per il rilancio del Parco delle Mura. Può venire quando vuole. Anche se non c’è un red carpet. Estendiamo l’invito anche al dottor Stefano Origone di Repubblica. Per tutto il resto, c’era Google.

* volontari La Piuma onlus

Associazione La Piuma onlus

Agenda 2030: e tu cosa puoi fare? – laGuardia

di Giacomo D’Alessandro

pubblicato sul numero 2/2018 del mensile laGuardia

 

Note sparse per centrare l’obiettivo…

 

*1. Rimetti in circolazione tutto ciò che usi? Siamo abituati a definire la povertà come mancanza di potere d’acquisto. Ma oggi tanti beni di prima necessità si possono trovare grazie a strumenti di baratto, scambio, regalo, compravendita dell’usato. Per questo è importante non accumulare nelle proprie case beni inutilizzati, ma rimettere in circolazione tutto ciò che non ci serve e potrebbe servire ad altri. Per esempio utilizzando le pagine Facebook “Te lo regalo se te lo vieni a prendere” relative al proprio territorio. Così sarà più semplice per chi non ha denaro sufficiente procurarsi beni di uso comune e beni specifici.

 

*2. Sostieni gli agricoltori etici della tua zona. Cosa c’entra con la lotta alla fame? Molti paesi in via di sviluppo non riescono ad autoprodursi il cibo necessario perché grandi estensioni di terra sono dedicate a monoculture da esportare in occidente. Anche il fenomeno del land grabbing (paesi ricchi che comprano terra nei paesi poveri) è dovuto a questo export sproporzionato. Nel mentre, tantissima nostra campagna giace incolta e abbandonata. Se imparassimo a comprare prodotti del territorio, aumenterebbe chi trova convenienza nel riprendere a coltivare la nostra terra, diminuirebbe l’importazione e quindi le monoculture, aumenterebbe la nostra qualità dell’alimentazione e in generale aumenterebbe la quantità potenziale di cibo prodotto nel mondo. Ma perché agricoltori “etici”? Perché anche se a km zero, un’agricoltura non sostenibile alla lunga compromette la produttività dell’ambiente.

 

* 4. Leggi e ti informi sulle sfide attuali? Anche se non hai nulla a che fare con il sistema scolastico, è fondamentale il tuo impegno per una auto-formazione costante. Troppe nozioni la scuola non riesce a dare sul funzionamento della società contemporanea. Di fronte alle sfide complesse e al bombardamento mediatico cui tutti siamo sottoposti, c’è  un forte bisogno di studio e di aggiornamento. Alcuni esempi. Usiamo tecnologie di cui spesso non conosciamo i meccanismi e le implicazioni. Ci facciamo idee sballate (per esempio sui fenomeni migratori) perché riceviamo informazioni superficiali. Siamo governati da un sistema economico finanziario di cui nessuno ci spiega chiaramente il funzionamento, cause e conseguenze.

(altro…)

Quando c’era lui

luke - ogni parola sbagliata

Mi manca a volte Luke Skywalker. Poco fa ad esempio, sulla corriera, gli occhi mi si chiudono dal sonno. Scatto su alla parola “Mussolini”. È l’autista che parla con una ragazza seduta davanti. Prima che perdessi i sensi stava elogiando la vecchia educazione contadina, quando ai bambini si risparmiavano le eccessive ansie e vizi che oggi li tengono in una stupida campana di vetro. Poi mi sono perso…

” Quando c’era Mussolini”, dice il ragazzo, “il quale – checchè ne dicano – di cose ne ha fatte, qui volevano fare una serie di dighe e trasformare la valle in un bacino idrico. Avrebbero sepolto tutti i paesi sul torrente, ma li avrebbero rifatti altrove, e ci avrebbero dato un sacco di soldi. In Trentino ci sono bacini così, in uno si vede il campanile che spunta dal lago e ci vanno apposta migliaia di turisti. Mio nonno aveva firmato a favore, sarebbero arrivati tanti soldi. Poi è andata com’è andata e non si è fatto niente. E oggi la valle sta morendo…”

Avevo una discreta serie di obiezioni che si affollavano nella testa. Ma poi ho pensato a Luke Skywalker, e ho sentito vibrare in me la forza di una sintesi molto più calzante: “Incredibile. Ogni parola che hai detto è sbagliata”.

Tutto quello che vedete al telegiornale è falso – LiguriTutti

Mi incarognisce particolarmente constatare quante persone ancora (e sottolineo ancora) si formino delle opinioni a partire da ciò che vedono in televisione. Per essere precisi, nel contenitore informativo principe della televisione: il telegiornale. Si dovrebbe condurre un’operazione di pubblicità progresso (e onestà intellettuale) a tappeto, gridando in ogni angolo d’Italia per un mese di fila una sola, irrinunciabile verità: “tutto quello che vedete al telegiornale è falso”.

No, non si tratta di complottismo, nè di ideologia o di posizionamento politico. Dico che è falso nel senso che è incompleto. Questa formula del TG che dura mezzora, fatto di titoli e di servizi che durano 3 minuti ciascuno, rende palese, strutturale la semplificazione e l’incompletezza dell’informazione. Possiamo oggi, di fronte all’ampia gamma di strumenti informativi che ormai abbiamo a disposizione, ammettere che quello del TG è forse il peggiore? Peggiore in quanto uno dei più potenti: è il principale riferimento quotidiano per milioni di persone che si sono abituate, assuefatte all’idea che quello sia un canale informativo affidabile; inoltre ha un enorme potere, che non è quello di dire le bugie (siamo seri!) ma quello di “selezionare” le notizie da riportare ogni giorno. E qui torniamo al punto: il problema non è quello che il TG dice, ma quello che NON dice; e la quantità di persone che lo guardano quotidianamente convinte di essersi fatte un’idea del mondo.

In pieno caos da fake news (da un lato) e da saturazione informativa (dall’altro), possiamo fare un passo indietro, onestamente, ed ammettere che sarebbe meglio informarci meno, ma informarci a fondo? Quella mezzora serale non sarebbe più utile impiegarla a leggere una sola inchiesta sui campi di detenzione dei migranti in Libia? O a seguire mezzora di seduta della Camera che discute la legge sul whistleblowing? Vale anche per le soft newsAbbiamo strumenti di approfondimento di grandissima qualità: penso a svariate riviste e mensili, a qualche portale online, a specifiche newsletter tematiche, o a documentari inchiesta. In molti casi li stiamo lasciando morire nella generica crisi dell’editoria perché i primi a non stare più a galla sono proprio gli strumenti che non hanno grandi gruppi economici alle spalle, ma che sono nati e sostenuti da passione, gratuità, competenza, libertà di critica. Dall’altra parte, persino nell’era di Internet e delle molteplici fonti a disposizione immediata, ce ne stiamo di farci tutti i giorni un’idea superficiale (e sbagliata) su poche cose del mondo (spesso le meno rilevanti e interessanti) attraverso qualche minuto di telegiornale.

Dovrebbe essere ormai un mantra assodato: tutto quello che vediamo nei telegiornali è falso. Falso nel senso che è incompleto. E non lo dico io, tirandomela da sapientone. Lo ha detto molti anni fa la Sentenza Decalogo della Cassazione del 1984 sui limiti del diritto di cronaca. Ripassiamo:

La verità dei fatti, cui il giornalista ha il preciso dovere di attenersi, non è rispettata quando, pur essendo veri i singoli fatti riferiti, siano, dolosamente o anche soltanto colposamente, taciuti altri fatti, tanto strettamente ricollegabili ai primi da mutarne completamente il significato. La verità non è più tale se è “mezza verità” (o comunque, verità incompleta): quest’ultima, anzi, è più pericolosa della esposizione di singoli fatti falsi per la più chiara assunzione di responsabilità (e, correlativamente, per la più facile possibilità di difesa) che comporta, rispettivamente, riferire o sentire riferito a sé un fatto preciso falso, piuttosto che un fatto vero sì, ma incompleto. La verità incompleta (nel senso qui specificato) deve essere, pertanto, in tutto equiparata alla notizia falsa.

La verità incompleta deve essere equiparata a una notizia falsa. Ci rendiamo conto? E non è forse il telegiornale la formula più equivoca, semplificatrice, incompleta di informazione diffusa nel nostro Paese? Sono stanco di sentire discorsi “da bar” fatti da amici, conoscenti o anche sconosciuti che si sono fatti imboccare da un telegiornale, convinti di essere in buona fede. Gente che parla di immigrazione senza aver mai potuto ascoltare una panoramica completa e fruibile, dati alla mano. Gente che parla di politica senza aver mai potuto ascoltare il testo di una legge o seguire i lavori del Parlamento. Gente che parla di estero senza aver mai letto un’inchiesta competente e approfondita su un teatro di guerra. Ma ancora peggio, gente che parla di notizie inesistenti, inaugurate dalla perversa selezione dei telegiornali: “l’emergenza stupri”, “l’emergenza femminicidio”, “l’emergenza stranieri criminali”, “l’emergenza sindaco pasticcione che non ne azzecca una”, concentrando senza motivo l’attenzione su fatti che accadono tutto l’anno, senza mai fornire un contesto completo e un’analisi approfondita che dia loro il giusto peso. E peggio, facendo “distrazione di massa” da problemi e questioni ben più importanti, che non trovano mai posto nella narrazione main stream, perché gli spazi notizia sono occupati da spazzatura malconfezionata…

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