Categoria: Scampia

Donne diacono, dove soffia lo Spirito (domenicopizzuti.blogspot.it)

suora2bbinoccoli

Fa ben sperare l’apertura di un cammino verso il diaconato femminile ai livelli più alti della Chiesa Cattolica. Un esito positivo sarebbe uno dei primi passi concreti – consentiti dalla presenza di papa Bergoglio – per rimontare quei “200 anni di ritardo” della Chiesa prospettati dal Cardinal Martini nel suo testamento spirituale.

Di fronte alla quantità di storture e distorsioni storiche accumulate, cenere su cenere sopra le braci ardenti, può sembrare una irrilevanza. Ma è togliendo alcuni sassolini chiave che si accelera lo sbriciolamento della diga intera, e che al contempo si concede una gradualità che eviti l’inondazione travolgente a scapito dei “piccoli” e di chi certi problemi non è mai stato aiutato a porseli.
Non è un caso che siano proprio le donne protagoniste di certi slanci, mentre di fronte ai cambi di passo e alle parole dure di papa Francesco il clero ingessato e smarrito perlopiù fa orecchie da mercante (magari si attrezza per accogliere qualche rifugiato, ed è un ottimo inizio, ma guai a recepire quanto attiene ad autocritiche e riforme strutturali della Chiesa). Nel mio ultimo soggiorno a Scampia (perché dalle periferie si osserva meglio il resto del mondo e si toccano i propri limiti), ho parlato a lungo con padre Domenico Pizzuti – ancora attivo a 87 anni soprattutto nel dialogo tra rom e istituzioni – lucido osservatore gesuita e sguardo sociologico curioso e attento. Il cruccio dell’esclusione delle donne dai ministeri è spesso tema del nostro confronto, non tanto sul livello teologico quanto osservando le pratiche nelle diocesi e nelle comunità, e le “diaconie di fatto” che esistono ma non sono incoraggiate né riconosciute con pari autonomia e dignità…

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Ancora Natale? Messaggio da Scampia

di Fabrizio Valletti sj*
 
È tempo di inquietanti interrogativi e ricerca di risposte concrete che restituiscano motivi di speranza e di pace. E’ il senso che vorrei dare al tempo che anche quest’anno ci viene riproposto, da una parte con il  pressante invito al consumo natalizio, nella speranza di una ripresa dell’economia, ma dall’altra nella coscienza ferita per le tante sofferenze che ci circondano.
Si tratta di scegliere dove indirizzare e mettere i nostri piedi. E’ nel seguire la scelta del Creatore, che con Gesù ha messo i piedi nella storia dell’umanità, che ancora una volta mi commuovo e sento che il cuore ha le sue buone motivazioni per poter desiderare e sperare novità, cambiamenti, bellezza.
E’ a contatto di tante nuove povertà che sto imparando ad aprire la coscienza all’urgente bisogno di cambiamento, nell’incontro con le coscienze, da una parte di chi più soffre, dall’altra di chi ha le risorse per trasformare in bene comune quanto gli appartiene in termini di cultura, di sensibilità, di proprietà, di capacità di realizzarsi nella pienezza del diritto e della dignità della persona, offrendo anche ad altri tale opportunità.
 
Ancora una volta ammiro con passione quelle tante figure di donne e di uomini che hanno fatto della propria vita un canto di donazione, di impegno, di sacrificio, in una sinfonia di accordo e di comunione con gli altri, perché anche altri potessero godere la pienezza della gioia,  che è il  senso stesso della vita. Sto imparando che nelle risorse umane tanto fragili si può innestare l’energia che lo stesso Cristo Gesù ha immesso nella storia perché, “tralci di lui che è la vite” (Gv 15), potessimo superare ogni ostacolo e debolezza. E’ la presenza del suo Spirito in noi che alimenta ogni desiderio di crescita e di cambiamento. Lo vado sperimentando a contatto delle famiglie che, prive di casa, di lavoro di istruzione, l’orizzonte della vita è sempre più ristretto e doloroso. Lo incontro nelle carceri dove va difeso il diritto di poter riabilitare la propria cittadinanza attiva e responsabile. Lo sperimento nel pronto soccorso degli ospedali, quando è incerta la possibilità di un ricovero che restituisca salute e di ritornare fra i propri cari con le proprie gambe.
 
Ancora immediata e sensibile avverto l’urgenza di offrire ai bambini e ai ragazzi la possibilità di dare vita al processo educativo che permetta loro attraverso l’alfabeto della lingua, dei sentimenti, della creatività, nel gioco e nella fantasia, nello sport e nell’arte, la gioia di realizzare un disegno di persona integrale e originale. Se non si offre loro una esperienza educativa che apra il loro spazio cognitivo all’apprendimento e alla comunicazione, si prospetta una mutilazione del loro essere, impedendo loro di esprimersi, di arrivare alla capacità di scegliere, di giudicare e di agire in modo responsabile. La scuola appare “zoppa” nel costruire percorsi di formazione che non siano solo “saper leggere, scrivere e far di conto”, quando, mancando di esperienza e di spessore integrali di vita, si rimane di fatto analfabeti. L’esperienza educativa è indispensabile che si formi con l’apertura all’ambiente, alla natura, alle migliori realizzazioni della scienza, del pensiero, dell’arte, del lavoro, altrimenti i nostri ragazzi rimangono stretti nei bisogni indotti del consumo, dell’emotività violenta e aggressiva, nell’insicurezza e nell’ignoranza. Si prospetta per loro un ricorrere all’illegalità o l’appartenere a quella sotto società di scarto, caratteristica di tante periferie urbane ed esistenziali che rammenta il nostro vescovo di Roma Francesco.
Ecco perché continuo a sperare e ad amare un servizio che mi fa stare con gli ultimi, attirando a loro tanti amici, giovani scout, persone anche di “alto rango”, di una Napoli che sembra tanto distante dalla realtà delle periferie, di tanti generosi collaboratori di altre città, nel tentativo di vivere insieme quella esperienza di novità e di cambiamento che significa il Natale anche quest’anno.
Sono tanti che mi stanno insegnando con il loro entusiasmo o con  la loro generosità o con il loro impegno, come fanno tutti coloro che sono presenti nella Rettoria di Santa Maria della Speranza o al Centro Hurtado, che tutto è possibile quando la coscienza si apre all’amore. Lo riconosco in tutti coloro che, ispirati da una laicità responsabile o da una ricerca che riconosce la presenza dello Spirito di Gesù Risorto nella storia dell’uomo, tracciano sentieri di giustizia e di pace.
E’ l’augurio che tutti noi possiamo godere tale ispirazione e che possiamo trasformarla in azione condivisa e  solidale, con la ricchezza che ciascuno può esprimere.
 
 
* Fabrizio Valletti, gesuita di lunga esperienza, è animatore del Centro Hurtado a Scampia, che propone percorsi formativi, educativi e lavorativi a bambini, ragazzi, giovani, donne e famiglie nella realtà della periferia nord di Napoli. Per acquistare i prodotti della cooperativa Fatto@Scampia sostenendo il progetto d’impresa, consulta il catalogo online.

RI-PARTIRE DALLE PERIFERIE, DI DOMENICO PIZZUTI, A CURA DI GIACOMO D’ALESSANDRO

Ecco la copertina di Ripartire dalle periferie!
A giorni avrò le copie disponibili per chiunque fosse interessato ad esplorare, nell’esperienza del gesuita e sociologo di Scampia Domenico Pizzuti, cinque temi decisamente attuali: il mondo Scampia, la politica campana e nazionale, i rom e i migranti, la camorra e la criminalità organizzata, la chiesa e le sue necessarie riforme. 
Fotografie vissute di un’Italia logorata ma anche che sa rinascere dal basso. 
Racconti, spunti e domande per leggere ciascuno un po’ più a fondo una realtà che ci richiede in cammino da protagonisti.
La prefazione è del mitico Alex Zanotelli.

Potete richiedermi copie con una mail a dalejack@hotmail.it

COSTRUIRE FRAMMENTI DI SPERANZA. IL MESSAGGIO DI NATALE DI FABRIZIO VALLETTI DA SCAMPIA


Se la situazione presente è tanto grave che non si vede via d’uscita, è proprio il momento di reagire e di cercare “vie nuove”.

Se per anni nel nostro paese e sulla scena mondiale si è lasciato campo libero a tutte le forme di sfruttamento e di oppressione, privilegiando interessi di parte, con strumenti anche offensivi del diritto personale e sociale, è proprio nel ritrovare l’incontro fra “la verità e la giustizia” che si può fondare la ricerca della pace e della difesa degli ultimi (salmo 84).


La corruzione, l’evasione fiscale, l’illegalità fatta sistema, l’impunità, sono tutte espressioni di un fallimento etico che come laici o ispirati al vangelo di Gesù viviamo con rabbia e indignazione. E’ sentimento profondo il rifiuto della cultura dell’apparenza e del facile populismo che non aiuta le coscienze alla responsabilità e alla partecipazione.

E’ proprio nello stare fra gli ultimi, fra chi non ha rispettato la legge, privato della libertà ma desideroso di reinserirsi nella società civile, fra i ragazzi senza alfabeto e senza futuro lavorativo….che siamo più sollecitati a trovare una sempre “nuova via” di speranza e di certezza. […]

E’ possibile costruire piccoli frammenti di speranza, partendo da quel contatto personale e costante con chi più soffre, superando la logica dell’assistenza e contribuendo a possedere e usare gli strumenti adeguati per recuperare una dignità perduta o mai conosciuta.

(dal Messaggio di Natale di Fabrizio Valletti sj, comunità di Scampia)

UN ANNO DI BLOG DA SCAMPIA COL SOCIOLOGO PIZZUTI

tratta da campaniasuweb.it


Buon compleanno al blog Pensieri in Libertà
Un anno fa iniziava l’avventura con Domenico Pizzuti, gesuita e sociologo, una finestra web di pensieri in libertà dall’osservatorio di Scampia. Oltre 7000 visite e tanti spunti settimanali di vita e speranza. Cambiare nel piccolo, cambiare nel grande, cambiare un quartiere, cambiare il Paese…
Tra i temi maggiormente trattati: le donne, i rom, la riforma della Chiesa, la partecipazione politica, le esperienze sociologiche e spirituali di fede nella quotidianità. Consultate l’indice tematico.

Consigliatelo ad un amico, a un gruppo, a un’associazione, linkatelo sul vostro profilo o sul vostro sito.
Domenico ha festeggiato l’anniversario con queste parole.
Buona lettura!

http://domenicopizzuti.blogspot.it/

JSN IN DIRETTA. FOTOGRAFIE DEL DISAGIO SOCIALE: FORMAZIONE E CULTURA

Breve in diretta
JSN IN DIRETTA, FOTOGRAFIE DEL DISAGIO SOCIALE: FORMAZIONE E CULTURA
 

ROMA – Di formazione e cultura hanno parlato Sergio Sala sj e Francesca Vitabile del Centro Hurtado di Scampia, raccontando il lavoro sempre più richiesto e importante del rinforzo scolastico per ragazzi e bambini. Cosa vuol dire studiare, frequentare la scuola in un certo modo, porsi delle prospettive…sono passi indietro necessari per ricostruire una consapevolezza e una progettualità di vita. “Abbiamo di fronte una marea di ragazzi che ha bisogno di questi approcci. Il bivio a cui ci troviamo è decidere: tanti o pochi? Il più possibile come viene per tutti, o la maggiore qualità possibile concentrandoci su pochi?” Anche i progetti musicali alla portata di tutti sono significativi in un contesto dove sembra non esserci diritto alla cultura. L’idea è quella di andare verso l’offerta di un’asse scuola – cultura – servizio.
 

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VALLETTI, AL FIANCO DEI POVERI CON I NON CREDENTI
PARLARE FUORI DAL CORO PER RACCONTARE GLI ULTIMI
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1 dicembre 2012