Prima di tutto cercate. Un libro di don Marco Granara

pubblicato su la Guardia n.2/2017

guardia tramonto

Il titolo sarà Prima di tutto cercate, l’autore dei testi don Marco Granara. Non è uno scherzo o un’idea campata in aria, è un concreto, agile e intenso libro in uscita a marzo per Gabrielli Editore, che raccoglie il meglio delle risposte ai lettori firmate da don Marco sui bollettini de La Guardia negli ultimi 5 anni. Ben 100 pillole sui più svariati temi di attualità, fede, politica, chiesa, società, utili per riflettere da soli o in gruppo, per discutere, reagire, costruire in un tempo difficile. Difficile da interpretare e difficile (ma non impossibile) da cambiare, una vera sfida per tutti, chi si dice credente (ma lo è davvero nei fatti?) e chi si dice non credente (ma ha conosciuto il Gesù del Vangelo o qualche sua pessima deformazione storica?).

Prima di tutto cercate è un libretto per chi ha il coraggio di essere in ricerca, e non si ferma alle baruffe da salotto televisivo, ai discorsi da bar, alla rassegnazione individualista ed egocentrica. Per chi sente il bisogno non solo di risposte, ma soprattutto di domande, le “domande giuste”, quelle che aprono orizzonti impensati, che permettono di andare a fondo sul “chi essere” e ancor più sul “che fare”.

Come tanti di voi ho conosciuto don Marco Granara imbattendomi nella sua rubrica “Scrivere & Rispondere” su questo mensile. Ho capito che c’era qualcosa di autentico, di radicale, di forte nel suo richiamo ad un Vangelo essenziale, cercato e vissuto nella vita vera, oltre i riti e le dottrine. Ho apprezzato il suo linguaggio popolare, sempre preciso ma anche simpatico, sferzante, costruttivo. Ho iniziato a selezionare i testi per me più attuali, universali, utili a muovere passi avanti come Chiesa e come società. Prima di tutto cercate è un inno quotidiano che ci aiuta a gridare dentro di noi: “Ora basta!” Ma non “basta mollo tutto” quanto invece “basta cambio davvero”, e cambio le cose, ancorandomi decisamente a Gesù modello di pienezza umana.

Troverete moltissimo del messaggio e dell’azione di papa Francesco in questo libro, spesso in testi che vengono cronologicamente prima di lui. Possibile? Eccome, visto che don Marco conduce da decenni un lavoro pastorale nella linea oggi portata in primo piano da questo Vescovo di Roma così autentico, travolgente e coinvolgente. Un terreno comune da fare nostro: la capacità di ascolto, l’interpretazione dei segni dei tempi, l’apertura e il dialogo continuo con chi la pensa e la vive diversamente, le prassi autenticamente collegiali, l’amore per il senso critico, l’attualizzazione coraggiosa del Vangelo della misericordia, l’abbandono di tutti gli orpelli ormai sterili che distraggono dal costruire “il Regno di Dio e la Sua giustizia”. Una gigantesca riforma umana, spirituale e sociale, da cercare prima di tutto.

Viri probati e nomine partecipate

schermata-2011-03-29-a-13-25-45

In due giorni Bergoglio ha aperto spiragli per il sacerdozio delle coppie e avviato le consultazioni partecipate per la nomina del nuovo vescovo vicario di Roma. Due dei tanti punti di riforma necessaria della Chiesa che molti fedeli sostengono da anni, ricevendo indifferenza, accuse di eresia o altre simpatiche censure dagli “ultras” del clericalismo.
Passi in avanti verso lo spirito originario, il recupero della comunità.

Estremisti inconsapevoli

1487785678119_1487785828-il_capo_dei_gesuiti___le_parole_di_gesu_vanno_contestualizzate__nessuno_sa_quel_che_veramente_ha_detto_

Su Il Foglio tal Matteo Matzuzzi scrive un articolo dal titolo:

Il capo dei gesuiti relativizza Gesù: “Non sappiamo quello che ha detto veramente”

E mentre Francesco va a trovare gli anglicani per continuare a superare le vecchie arroganti rigidità della Chiesa, articoli come questo ci confermano quanti se dicenti cattolici ad oggi non abbiano la minima idea di come si legga il Vangelo.

E si scandalizzino a sentire delle ovvietà, normalissimi concetti che derivano da studi aggiornati e contemporanei.

Gente inquietante, gli estremisti inconsapevoli.

Scontro di civiltà o dialogo tra culture? (ilfattoquotidiano.it)

(pubblicato sul blog Suq Genova su ilfattoquotidiano.it)

festival-suq-refugees-cafc3a8-ph-di-l-antonucci-630x473

Si potrebbe iniziare il nuovo anno con alcuni flash: “scontro di civiltà” VS “dialogo tra culture”. Gli eventi che accadono e che intasano giornali e social network ne sono conferma. Riflettere, rileggere e selezionare aiuta anche a disinnescare un grave rischio diffuso: fermarsi alle banalità ripetute a pappagallo, lasciarsi irretire e fomentare dal frastuono di fondo che alcuni cominciano a chiamare “post-verità”.

Primo flash – mesi scorsi. Chi l’avrebbe detto che negli Stati Uniti, baluardo del pensiero occidentale democratico, nati da migrazioni, “melting pot” per eccellenza, si verificasse una nuova escalation di scontri tra forze dell’ordine e comunità afroamericane? Con tanto di giovani uccisi a colpi di pistola, per di più dopo otto anni di Presidente “nero”.

Secondo flash – qualche anno fa. Chi l’avrebbe detto che in Francia, primo paese europeo per integrazione di africani dalle ex colonie, sarebbero esplose le rivolte nelle banlieu messe a ferro e fuoco, e oggi diversi atti di estremismo stragista?

Terzo flash – da sempre. Chi l’avrebbe detto che il terrorismo di matrice islamica avrebbe consumato più stragi nei paesi musulmani che in quelli occidentali?

Quarto flash – oggi. Chi l’avrebbe detto che in Europa, tragico tempio dell’Olocausto, dove si è festeggiata nell’89 la caduta del Muro di Berlino, si sarebbe tornati a parlare con una certa facilità di frontiere, fili spinati, folle di disgraziati lasciati sotto le intemperie, persone deportate?

Basterebbe questo per dire che qualcosa non ha funzionato e continua a non funzionare

Continua a leggere su ilfattoquotidiano.it

Non era difficile

Massimo Faggioli su Facebook: Circa la nomina di Perego vescovo di Ferrara: era così difficile fare vescovi così, prima di Francesco? Di bravi preti ce ne sono eccome.

Esattamente. Non era difficile.

Bastava non essere mediocri, e non scegliere mediocri.

O almeno consultare le comunità…

Fossero le palme

palme-in-piazza-duomo-670x274

Quelli che discutono sulle palme e le aiuole, mentre sono circondati da km cubi di cemento e migliaia di macchine velenose in una delle città più inquinate d’Europa, fanno pietà alla specie umana come quel tale che si affanna a spegnere la luce in cantina mentre la casa gli va a fuoco.