IL NO CONCRETO AL RAZZISMO DELLA CHIESA ANGLICANA INGLESE

Nel corso del Sinodo generale della Chiesa Anglicana d’Inghilterra (Londra, 9/13 febbraio 2009), l’assemblea di vescovi, sacerdoti uomini e donne, e laici ha approvato con 322 sì, 13 no e 20 astenuti una mozione che sancisce il divieto per i preti, i seminaristi e i laici che parlano a nome della Chiesa d’Inghilterra di iscriversi a partiti di estrema destra (come il Bnp, British National Party) xenofobi e razzisti.

“Questo renderà più difficile – ha spiegato V.Gnanadoss, donna membro laico del Sinodo – a organizzazioni simili dire che ci sono membri del clero che li appoggiano”

“Qualsiasi movimento politico che cerca di dividere le nostre comunità sulla base etnica è un affronto alla natura di Dio rivelato nelle Scritture, – ha proseguito – […] votare a favore o sostenere un partito che promuove politiche razziste è incompatibile con l’appartenenza a una comunità cristiana”.

AVERE IL CORAGGIO DI METTERE IN PRATICA (Sulla moschea a Genova)

La probabile realizzazione di una moschea a Genova e proprio nel mio quartiere è davvero un’occasione splendida. Il fascino di osservare, conoscere e forse capire i praticanti di una religione vasta e complicata come l’Islam delle lontane terre arabe, mi riempie di entusiasmo; e non è solo una questione culturale: questa prospettiva mi ha permesso di iniziare, spontaneamente insieme ad altri ragazzi del quartiere, una piccola battaglia di civiltà a favore della Costituzione e della libertà, solidarietà, integrazione, accoglienza, multiculturalità; valori ultimamente soffocati a favore di una paura del diverso, del conoscere e dell’aprirsi, sulla quale certe forze politiche (non serve fare nomi) hanno speculato molto in senso di bacino elettorale. Niente di più ingenuo, istintivo e sbagliato, che attribuire un certo male a un solo colore, una sola parte, una sola “razza”. Molto facile, molto comodo, ma molto ignorante e deleterio. La bellezza di promuovere la realizzazione della moschea a Genova (e sono credibile poiché si tratta del mio quartiere, del mio futuro) sta nel poter finalmente dimostrare che con i fatti si mettono in pratica le belle parole di cui tutti sono capaci a fregiarsi; sta nel poter fare una volta tanto una battaglia positiva e gioiosa; sta nel basarsi non su qualche parola ad effetto, ma sugli articoli (8-19-20) della nostra Costituzione! A livello logistico poi, la moschea sorgerà in una zona abbandonata e sterile da anni, piena di spazzatura, che perlomeno riacquisterà una funzione e un aspetto decenti. Il fatto che specialmente i giovani siano venuti fuori per dire questo “sì” così ricco di significati è un segno della nostra forza di volontà e consapevolezza degli studi che facciamo, per capire e pensare il mondo attorno a noi. Ed anche, forse, una piccola rivincita su questa gerontocrazia politica, che troppo spesso scambia la propria esperienza con il diritto di stravolgerci il futuro.

LETTERA: la speranza di Obama e la moschea a Genova

Ho ricevuto una mail da un’amica le cui considerazioni mi sento di condividere appieno:

” Ciao Jack,
ho due cose da dire che mi piacerebbe andassero, se lo ritieni, sul blog…vedi tu se trasferire o no.

Per prima cosa voglio dire che è motivo di speranza per tutti noi (lo so che l’hanno detto tutti) che in questo momento il paese più potente del mondo abbia un Presidente come Barak, e sono un po’ triste che venga meno la grandezza di questo evento per i cristiani e la Chiesa cattolica per il fatto che abbia scelto di firmare i finanziamenti pro associazioni anti-nascite… NON PUO’ ESSERCI DUBBIO CHE OBAMA E’ 1000 VOLTE MEGLIO DEL SUO PREDECESSORE CHE NON HA FIRMATO! Ed il suo discorso è per la vita dignitosa di ogni individuo…non elemosina ma emancipazione!

La seconda è questa: la Moschea lì dove è stata pensata NON darebbe fastidio alcuno, anzi…meno carcasse frigo e altra rumenta abbandonata dalla nostra inciviltà.
SCHIERIAMOCI…DICIAMOLO…MANIFESTIAMO LA NOSTRA TOLLERANZA, intendo come gente cattolica di San Rocco: non ci “ponziopilatiamo” sempre!
Il Municipio Centro Est si è già ovviamente sollevato contro; non la voglio mettere in chiave politica, ma da “fedeli” che comprendono le ragioni di altri “fedeli”.
Personalmente avrei avversato di più l’insediamento del supermercato PAM!
(…e se il carro di Carnevale fosse una moschea con su scritto “si può fare…”?!)

Ciao Elvisa

SI MOLTIPLICANO GLI APPELLI A FAVORE DI padre BOURGEOIS

Ancora nessuna nuova dal Vaticano per il missionario statunitense e noto attivista per la pace e la giustizia p. Roy Bourgeois, in attesa della ineluttabile – a quanto pare – scomunica; ma moltissimi appelli a favore:
113 religiose statunitensi hanno scritto, il 12 dicembre, in una lettera aperta alla Congregazione per la Dottrina della Fede, che la minaccia di scomunica “ha sminuito la nostra Chiesa”.
– La domenicana sr. D.Quinn: “La punizione medievale della scomunica serve solo a mettere in imbarazzo la nostra Chiesa agli occhi del mondo e ad alimentare ancora più rabbia e risentimento tra i fedeli statunitensi”.
– La giornalista sr. J.Chittister: “Nessuno ricorda i ‘peccati’ dei riformatori. Tutti ricordano il peccato di una Chiesa che ha rifiutato di ascoltare le loro ansie e che se ne sta ancora pentendo con 400 anni di ritardo. E le cose per cui i riformatori hanno combattuto sono ora, finalmente, parte integrante del cattolicesimo stesso”.
– Commenta Bourgeois: “Molti mi confessano di parlare a favore dell’ordinazione delle donne quando si trovano tra amici fidati, ma non in pubblico, perché ciò metterebbe a rischio la loro posizione o il loro ministero. Ad un certo punto, però, il silenzio diventa complicità”. “Ciò che sto passando o che potrei passare non è nulla in confronto a ciò che le donne hanno vissuto. E, nell’ultimo giorno, non penso che verrò giudicato sul modo in cui ho seguito il diritto canonico”.

LO SCIVOLONE CATTOLICO DA DAN BROWN AI BUS ATEI

Pochi anni fa la Chiesa istituzionale scivolò ingenuamente nel “tormentone Codice Da Vinci“, trasformandolo in una trappola per se stessa e facendo quella figura di “intransigente oscurantista” che avrebbe dovuto lasciarsi alle spalle molti anni or sono.

In questi giorni i cattolici tradizionalisti sono nuovamente cascati come polli nella provocazione dei “bus atei”, palesando alla società intera le loro molte effettive contraddizioni.

Una su tutte? Che c’è molta più intolleranza nei credenti che si vantano di combatterla.

Di fronte alla pubblica esposizione dell’opinione che Dio non esiste e che comunque l’uomo non ne ha bisogno, si sono come sempre distinte due mentalità di Chiesa: una tradizionalista e metodica, che ha urlato allo scandalo e alla presenza del “diavolo”; e un’altra, quella che sa parlare e vivere la realtà del suo tempo, che ha considerato il fatto una legittima espressione di pensiero e, anzi, una interessante provocazione per la crescita della fede di tutti i credenti.