IL TG1 CENSURA MICHAEL MOORE CHE PRENDE IN GIRO BERLUSCONI

Nella giornata di Micheal Moore, attesissimo ospite e attesissimo film (Capitalism: a love story), momento clue del Festival del Cinema di Venezia, il Tg1 propone un servizio in cui si parla esclusivamente del premio consegnato al disegnatore della Disney Pixar, e un altro in cui Vincenzo Mollica recensisce brevemente il film di Moore facendo un superficiale e ambiguo riferimento su quello che Moore ha dichiarato a proposito di Berlusconi e della stampa italiana. Che peccato. Perchè la notizia più clamorosa da dare, quella fatta rimbalzare dai media stranieri e italiani ancora liberi, riguarda invece tutta l’intervista concessa da Moore ai cronisti nella quale l’autore americano pronuncia forti e indignate dichiarazioni nei confronti del premier italiano e della nostra imbarazzante situazione mediatica.

“So che è una situazione unica – dice Moore – perchè c’è una persona in carica con poco rispetto per i media. Il che è ironico visto che li possiede quasi tutti ed è chiaro che li ha comprati per far uscire solo versioni ufficiali”.

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IL BERLUSCONISMO SPUDORATO CONTRO I MEDIA: CORSO DI DITTATURA DEL NUOVO MILLENNIO

Quello che succede in questi giorni è talmente assurdo, talmente al di là di ogni sopportazione, la ciliegina sulla torta (tante ciliegine) a questo periodo incredibile nel quale ogni sorta di scandalo ha colpito il signor B, che è difficile condensarlo. Mi chiedo: chi non si sta informando, chi non sta seguendo con notizie vere, come farà? Continuerà a non accorgersi di nulla, continuerà a non dare peso a quello che succede.

  • Stanno tentando di sostituire il direttore di RaiTre. Obiettivo? Ridurre e rimaneggiare programmi di grande libertà, audience, e professionalità: Che Tempo che Fa (Fazio), Report (Gabanelli), Parla con me (Dandini). Capite? E’ esplicito, nemmeno coperto da altre scuse: sono programmi che criticano il governo, quindi non vanno bene. Non perchè sono immorali, diseducativi, fatti male, di pochi ascolti, o altro. Perchè osano nel loro cercare, discutere, informare, criticare il governo e i suoi esponenti (cosa che funzionava esattamente uguale per il centro-sinistra, che non a caso è caduto sempre per dibattiti interni).
  • Stanno tentanto di imporre al programma Annozero un giornalista di destra come contro-parte a Travaglio. C’è un solo problema. Travaglio sarebbe uno di destra: allievo di Montanelli ed ex-redattore de Il Giornale. E’ il berlusconismo che è un’anomalia che non ha niente a che fare nè con la destra nè con la sinistra, nè con la politica autentica.
  • L’attacco col quale Il Giornale di Berlusconi ha spinto il direttore di Avvenire, Boffo, a dimettersi, dimostra come dice Michele Serra una strategia al di là del singolo avvenimento: tirare merda che non c’entra nulla nella situazione e nel momento per delegittimare le opinioni o le critiche di una persona. Una strategia che si può usare per chiunque, come quando i politici provano a zittire Travaglio dicendo che tanto lui parla parla ma è condannato per diffamazione. O Grillo, che parla parla ma tanto dice le parolacce. E distraggono l’attenzione dal contenuto di quello che uno dice.
  • Tutti questi politici che cercano di ricucire con la Chiesa facendo tanta propaganda, pellegrinaggi e appuntamenti, ma senza realmente nè pentirsi nè scusarsi nè rimediare alle azioni anti-cristiane commesse, dimostrano ancora una volta come il “cattolicesimo di destra”, quello comunemente ritenuto “naturale, puro, giusto, tradizionale” non sia che una ricerca politica di consensi. L’importante è sempre avere buoni rapporti con la Chiesa, nè con Dio nè con la coscienza. Nè con ogni fratello più piccolo a cui è stato fatto qualcosa (…ero straniero e non mi avete accolto, ero nudo e non mi avete vestito, ero carcerato e non mi avete visitato…).

CATTOLICO E BERLUSCONIANO? UN’IMPAGABILE MICHELE SERRA

E dunque sembra che parte del mondo cattolico consideri con fastidio il portamento sessuale del signor B. Quello che resta oscuro – per le anime semplici come chi scrive – è che cosa, nel corso degli ultimi vent’anni, il suddetto mondo cattolico abbia pensato di tutto il resto: dell’accumulo di potere, dello sfoggio di ricchezza, dei mercanti nel tempio, dell’umiltà ignorata, delle leggi piegate a interessi privati, della comunità mercificata, dell’ingordigia lodata, della sobrietà dimenticata.
C’era forse qualcosa di evangelico, nella parabola del Signor B.? Qualcosa di pio nei suoi palinsesti? Qualcosa di salvifico in lui medesimo, come ebbe a dire il povero Baget Bozzo?
Possibile che per tanti cattolici sia sempre e solo il sesso, a produrre sobbalzi etici, ripensamenti morali?
Non era già abbastanza anticristiano un signore venuto al mondo per santificare i quattrini e la pacchianeria del potere, banalità peraltro già arcidiffuse? C’entrava qualcosa con De Gasperi? Con Sturzo? Con il cristianesimo sociale, con lo scoutismo austero, con il pallore delle suorine, con i canti ciellini?
Sono stati muti e sordi per vent’anni. Li ha risvegliati uno sfarfallio di mutande.

Michele Serra – L’amaca
(da Repubblica del 26-7-2009)

BEPPE GRILLO ALMENO HA UN PROGRAMMA: ECCOLO

A livello istituzionale generale:

  • Applicazione delle Leggi “Parlamento Pulito”:
  • incandidabilità al Parlamento di condannati e inquisiti
  • reinserimento del “voto di preferenza” nella legge elettorale
  • massimo di due legislature per ogni parlamentare
  • Libertà d’informazione: ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico
  • Legge sul conflitto di interessi riguardo a chi ricopre ruoli pubblici e governativi
  • Rinuncia ufficiale e istituzionale dell’Italia allo sviluppo del nucleare

A livello nazionale e amministrativo:

  • Acqua pubblica: no alla speculazione dei privati su un bene di tutti
  • Impianti di depurazione obbligatori per ogni edificio non collegabile a impianti fogniari; contributi e finanziamenti per impianti di depurazione privati
  • Espansione del verde urbano
  • Concessioni di licenze edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dismesse
  • Piano di trasporti pubblici non inquinanti e reti di piste ciclabili cittadine
  • Piano di mobilità per i disabili
  • Connettività al web gratuita per i residenti di un Comune
  • Creazione di punti pubblici di telelavoro
  • Verso i rifiuti zero (politiche di differenziata in tutti gli uffici pubblici e nelle scuole e porta a porta nei quartieri)
  • Sviluppo delle fonti rinnovabili (specie fotovoltaico ed eolico) con contributi e finanziamenti comunali
  • Efficienza energetica
  • Favorire le produzioni locali

MINZOLINI NUOVO DIRETTORE DEL TG1: CROLLO DEFINITIVO

Augusto Minzolini è il nuovo direttore del Tg1. Gianni Riotta era riuscito nella complessa opera di rendere il telegiornale sempre più accomodante con i partiti tanto da renderlo non più un insieme di notizie del giorno ma un insieme di approfondimenti di curiosità, spettacolo e gossip, dove gossip diventava anche la “nota politica” fatta solo di dichiarazioni consuete. Minzolini, nominato ormai invece sotto governo Berlusconi, è un berlusconiano perfetto. In pochi giorni sta già portando il telegiornale – già stagnante nella squallida “riottana” taciturnia sulle notizie importanti della politica- al di là del solco della neutralità omertosa, direttamente verso lo sbilanciamento adulatorio di cui sono così bei modelli Studio Aperto e teleFede. E’ sufficiente vedere le edizioni di queste giornate del G8, dove i servizi di punta sono “la giornata tutto-fare del premier”, i complimenti rivolti dai giornali stranieri al premier, le interviste alle guardie italiane che hanno visto da vicino Obama giocare a basket.

In pochi giorni il TG1 ha già perso parecchi punti di audience. Amen.

Napolitano ha rimandato indietro il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni, dimostrandosi almeno stavolta sensibile all’opinione del “popolo italiano che pensa”. Amen.

Intanto si avvicina l’uscita del nuovo giornale Il Fatto Quotidiano. Un quotidiano che racconterà quello che gli altri non dicono, senza spillare soldi a nessuno. E voi, vecchi giornalacci ammuffiti, non servirete proprio più a nulla. Andate in pace. Amen.

BERLUSCONI A CENA COL SUO GIUDICE: "MA NON ABBIAMO PARLATO DI GIUSTIZIA!"

Mettiamo che arrivi un aborigeno australiano e accenda il telegiornale: “Cena segreta cui hanno partecipato il Presidente del Consiglio Berlusconi, il suo avvocato Ghedini, il suo ministro della Giustizia Alfano; e due giudici, Mazzella e Napolitano, della Corte Costituzionale”.

L’aborigeno chiede: quale sarebbe la notizia?

Che la Corte Costituzionale in autunno dovrà pronunciarsi sull’attesa e dibattuta questione se il “Lodo Alfano” sia una legge costituzionale o no.

L’aborigeno: e cosa prevede il Lodo Alfano?

Che le quattro più alte cariche dello stato (Presidenti del Consiglio, della Repubblica, di Camera e Senato) non siano perseguibili dalla giustizia per alcun reato durante il loro mandato.

L’aborigeno: ma allora non è molto corretto che quei giudici vadano a cena con uno di quelli a favore del quale andrà il provvedimento che devono giudicare!

L’aborigeno la sera accende di nuovo il telegiornale, intenzionato a vedere se il Presidente del Consiglio negherà che ci sia stata la cena oppure si scuserà e ammetterà di aver fatto una scorrettezza. Anche perchè il fatto è palese: chissà che scopo avrà mai una cena nella quale, con tutte le persone possibili, si vengono a trovare il Premier, il suo avvocato, il suo Ministro della Giustizia, e due Giudici che dovranno dire a breve se il Premier ha diritto a non poter essere processato oppure no.

Eccola la risposta del nostro Presidente: “E’ stata solo una cena tra amici, NON ABBIAMO PARLATO DI GIUSTIZIA”

COLPEVOLI: GUERRE ALL’AFRICA, PORTA CHIUSA AGLI IMMIGRATI

In Niger c’è la guerra.

La guerra in Niger è fomentata dalla Francia.

Il Niger è ricco di uranio.

L’uranio è una materia prima sempre più rara e costosa, a rischio esaurimento in pochi decenni.

Alla Francia serve molto uranio: per le sue 50 centrali nucleari.

La guerra in Niger fomentata dalla Francia per far funzionare le centrali nucleari provoca milioni di profughi.

I profughi, disperati e poveri, attraversano il Sahara per tentare di raggiungere il ricco e benestante occidente.

Si imbarcano disposti alla clandestinità, alla perdita della salute, alla messa a rischio della propria vita.

Si imbarcano e arrivano a Lampedusa.

Dove il governo di centro-destra ha inaugurato i “respingimenti indiscriminati” di tutti i clandestini che arrivano.

Gli elettori di centro-destra pensano infatti che sia inevitabile e giusto fare così, perchè qui non c’è più posto, specie per persone che poi fanno i criminali o rubano il lavoro ai nostri giovani.

Gli stessi elettori che sostengono lo stesso governo che vuole costruire, per il futuro energetico ed economico dell’Italia…centrali nucleari.