SI MOLTIPLICANO GLI APPELLI A FAVORE DI padre BOURGEOIS

Ancora nessuna nuova dal Vaticano per il missionario statunitense e noto attivista per la pace e la giustizia p. Roy Bourgeois, in attesa della ineluttabile – a quanto pare – scomunica; ma moltissimi appelli a favore:
113 religiose statunitensi hanno scritto, il 12 dicembre, in una lettera aperta alla Congregazione per la Dottrina della Fede, che la minaccia di scomunica “ha sminuito la nostra Chiesa”.
– La domenicana sr. D.Quinn: “La punizione medievale della scomunica serve solo a mettere in imbarazzo la nostra Chiesa agli occhi del mondo e ad alimentare ancora più rabbia e risentimento tra i fedeli statunitensi”.
– La giornalista sr. J.Chittister: “Nessuno ricorda i ‘peccati’ dei riformatori. Tutti ricordano il peccato di una Chiesa che ha rifiutato di ascoltare le loro ansie e che se ne sta ancora pentendo con 400 anni di ritardo. E le cose per cui i riformatori hanno combattuto sono ora, finalmente, parte integrante del cattolicesimo stesso”.
– Commenta Bourgeois: “Molti mi confessano di parlare a favore dell’ordinazione delle donne quando si trovano tra amici fidati, ma non in pubblico, perché ciò metterebbe a rischio la loro posizione o il loro ministero. Ad un certo punto, però, il silenzio diventa complicità”. “Ciò che sto passando o che potrei passare non è nulla in confronto a ciò che le donne hanno vissuto. E, nell’ultimo giorno, non penso che verrò giudicato sul modo in cui ho seguito il diritto canonico”.

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LO SCIVOLONE CATTOLICO DA DAN BROWN AI BUS ATEI

Pochi anni fa la Chiesa istituzionale scivolò ingenuamente nel “tormentone Codice Da Vinci“, trasformandolo in una trappola per se stessa e facendo quella figura di “intransigente oscurantista” che avrebbe dovuto lasciarsi alle spalle molti anni or sono.

In questi giorni i cattolici tradizionalisti sono nuovamente cascati come polli nella provocazione dei “bus atei”, palesando alla società intera le loro molte effettive contraddizioni.

Una su tutte? Che c’è molta più intolleranza nei credenti che si vantano di combatterla.

Di fronte alla pubblica esposizione dell’opinione che Dio non esiste e che comunque l’uomo non ne ha bisogno, si sono come sempre distinte due mentalità di Chiesa: una tradizionalista e metodica, che ha urlato allo scandalo e alla presenza del “diavolo”; e un’altra, quella che sa parlare e vivere la realtà del suo tempo, che ha considerato il fatto una legittima espressione di pensiero e, anzi, una interessante provocazione per la crescita della fede di tutti i credenti.

PARTE L’INIZIATIVA PER UNA TELEVISIONE PUBBLICA MIGLIORE

Sembra che oggi siamo impotenti di fronte a tutto. Come allo stato tragico della nostra televisione pubblica, che paghiamo ogni anno più di 100 euro per informazione parziale, reality spazzatura, stessa gente da decenni, ecc.
Beppe Grillo è una di quelle persone che indicano delle strade legali, spesso nascoste, per fare REALMENTE qualcosa. Non è necessario che vi piaccia lui. Fate vostra una battaglia per il bene di tutti.

Su http://beppegrillo.it scoprite come fare per “disdire il Canone Rai” ufficialmente entro il prossimo anno, e potete iscrivervi al gruppo Facebook http://www.facebook.com/group.php?gid=44384226730. Senza Canone, la RAI o cambia, o chiude. A noi la prima mossa.

IL CARD. TETTAMANZI IN AIUTO DI CHI SUBISCE LA CRISI

MILANO, 25 dicembre – L’arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, stanzia un Fondo anti-crisi da un milione di euro in aiuto di chi rischia di perdere il lavoro. Una ‘goccia’ rispetto al ‘mare delle necessita’, l’ha definita Tettamanzi. Il cardinale ha anticipato alcune direttrici: ‘La distribuzione dei fondi non avverra’ subito ma nei prossimi mesi e non sara’ a ‘pioggia’ ma a ‘destinazione mirata’. Le modalita’ di gestione – che Caritas Ambrosiana e Acli stanno studiando – verranno rese note successivamente.

“Mi appello alla responsabilità dei singoli e delle comunità cristiane della diocesi e propongo di costituire il “Fondo famiglia-lavoro” – ha detto Tettamanzi – per venire incontro a chi sta perdendo l’occupazione. Come avvio di questo fondo, attingendo dall’otto per mille destinato per opere di carità, dalle offerte pervenute in questi giorni “per la carità dell’Arcivescovo”, da scelte di sobrietà della diocesi e mie personali metto a disposizione la cifra iniziale di un milione di euro”.

(tratto da www.ansa.ithttp://www.corriere.it/)

DON CIOTTI, A 60 ANNI DALLA DICHIARAZIONE I DIRITTI SONO ANCORA FERMI ALLA CARTA

” […] Diritti significa responsabilità. Dietro alla lunga storia dei diritti, c’è la grande aspirazione umana alla libertà e alla dignità, c’è il sogno di costruire società dove a ogni persona, indipendentemente dalla condizione, dal sesso, dall’età, dall’appartenenza etnica e culturale, dai riferimenti religiosi, siano garantiti mezzi materiali e opportunità per sviluppare in armonia con gli altri la propria personalità e i propri talenti.
[…] Nonostante quegli articoli abbiamo diritti retrocessi a variabili di politiche che hanno aumentato la povertà invece della ricchezza e hanno cacciato il mondo in una crisi economica senza precedenti. Diritti barattati in cambio di una sicurezza che alimenta le paure invece di
combatterle, accrescendo le distanze, imponendo selezioni e discriminazioni, innalzando barriere.
[…] Essenziali quei 30 articoli in tutela del bene non negoziabile della vita e della dignità delle persone, del loro essere sempre fine e mai mezzo, del loro poter essere strumento della propria e altrui liberazione “.

(Don Luigi Ciotti, 10-12-2008)

ANCHE LA GIUSTIZIA E’ TROPPO URGENTE PER PARLARNE

Volevate meno chiacchiere e più fatti?
Avete eletto il centro-destra?
E allora un governo non può mica perdere tempo a discutere, sulle sue riforme!

  • La scuola? Troppo urgente, troppo urgente: decreto-legge!
  • La finanziaria? Troppo urgente: voto di fiducia!
  • ORA la giustizia? Troppo, troppo urgente davvero!! Non c’è tempo per discussioni con le opposizioni o con chi nella giustizia ci lavora!

Prima si discuteva troppo e non si riusciva a concludere molto. Ora non si discute nemmeno, ma si va a cambiare interi settori della società, interi concetti della Costituzione, a colpi di maggioranza.

Con la scusa che, anche se da anni si fa poco e niente, tutto è estremamente, inevitabilmente URGENTE.